Ancora circolari particolari in merito al dress code a scuola. In un liceo del napoletano viene ricordato, a studenti e personale scolastico, che bisogna usare un “abbigliamento sobrio e decoroso” e che si raccomanda di non indossare tenute estive come pantaloncini, bermuda e canottiere. Lo riporta Skuola.net.
Inoltre la circolare mette al bando anche tacchi alti e zeppe, per ragioni di sicurezza. Gli studenti, però, non si trovano d’accordo. Sentiti dal programma di Rai1 La Vita In Diretta, si sono lamentati per le eccessive temperature che si toccano in questi giorni in classe.
“A scuola non si può stare, fa caldissimo”. “Inviterei il preside stesso a passare cinque ore nelle nostre condizioni, nelle ore di punta si superano i 30 gradi”, ha scritto uno studente a Skuola.net.
Come riporta La Repubblica, un istituto siciliano ha addirittura fornito alle famiglie un depliant con tanto di disegni con gli indumenti ammessi e quelli vietati. Leggins, jeans strappati, tacchi vertiginosi, ciabatte e infradito, trasparenze unisex e ombelichi di fuori finiscono automaticamente nel capitolo dei “non ammessi all’entrata”.
In provincia di Lecce, come in molte altre scuole, le regole non valgono solo per gli studenti ma anche “docenti, personale di segreteria, collaboratori scolastici, personale a vario titolo operante all’interno dell’istituto”. In un istituto di Salerno, visto che “la scuola non è mica un villaggio turistico” vanno bene pure i pantaloncini purché siano “sobri”, cioè bianchi o blu. Macché, in una scuola di Pisa “è vietato indossare all’interno dei locali ogni tipo di pantaloncino e top di qualsiasi lunghezza e misura”.
A Firenze, la dirigente scolastica concede una deroga a fine anno: “Considerate le temperature dell’ultimo periodo di scuola, sono accolti capi di vestiario come pantaloni corti fino al ginocchio”. In un altro istituto sono vietati gli occhiali da sole.
Altrove sono al bando pure “collane, orologi, orecchini, braccialetti voluminosi, spille, fermagli rigidi”. In un’altra scuola siciliana gli studenti sono pregati di “non mostrare eventuali piercing all’ombelico e a non tenere unghie esageratamente lunghe”.
In una scuola di Varese nelle attività di laboratorio “non sono ammesse le unghie a stiletto di lunghezza superiore a 0,5 centimetri nella parte eccedente il dito”. Via anche abiti “che contengono messaggi offensivi o discriminatori”.
In un liceo di Catania la dirigente scolastica ne ha diffuso una che ricorda le regole anche al personale. “Si rappresenta al personale della scuola, alle studentesse, agli studenti e ai genitori che la scuola è un luogo istituzionale e pertanto tutti coloro che vi accedono sono tenuti ad usare un abbigliamento sobrio, decoroso, pulito e ordinato, consono all’ambiente educativo”, così esordisce la dirigente scolastica.