Parlare di droni in questo preciso momento storico, evoca di primo acchito scenari inquietanti ma sempre più pericolosamente vicini. Eppure i droni, questi piccoli velivoli radiocomandati, sono oggi degli utilissimi strumenti utilizzati in svariati settori: dal monitoraggio dello stato di salute del terreno e delle piante allo studio dei cambiamenti ambientali, dalla consegna di farmaci e apparecchiature mediche in aree remote del pianeta difficili da raggiungere alla ricerca di persone scomparse in zone impervie. E tantissimo altri ancora.
Pilotare a distanza dei droni, ma anche e soprattutto progettarli e realizzarli, diventa per molte scuole un’offerta formativa importante per i ragazzi e le ragazze che volessero provare a fare di tutto ciò il loro mestiere futuro.
Abbiamo già riportato l’esperienza di una scuola che si è lanciata in questo nuovo settore, ma negli ultimi tempi la ‘voglia di droni’ si sta diffondendo a macchia d’olio negli istituti di tutta Italia, grazie anche al DM 65/2023 che ripartisce le risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione della linea di investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.
L’IIS “E. Vanoni” di Nardò, in provincia di Lecce, ha offerto ai suoi alunni la possibilità di partecipare a due corsi per l’utilizzo di droni, con l’obiettivo di formarli sul pilotaggio e di prepararli al conseguimento della patente di pilotaggio categoria Open A1-A3, valida per l’utilizzo professionale. In particolare, il pilotaggio sarà effettuato anche in FPV (First Person View), termine adoperato per identificare una tipologia di utilizzo di modelli radiocomandati, che non vengono pilotati in maniera tradizionale, ovvero guardando il modello, ma tramite schermi o visori da indossare, che danno una visuale al pilota come se fosse ai comandi del modello stesso. Tra le materie studiate dai ragazzi durante il corso, principi di aerodinamica e di volo, normativa vigente per l’utilizzo di droni, tecniche di pilotaggio base e avanzato, pilotaggio in FPV e simulazioni di volo. Per l’ottenimento della patente di pilotaggio si aggiungono altre materie quali navigazione aerea, meteorologia e procedure di emergenza.
A Melfi, in provincia di Potenza, l’ICS “Bernardo Nitti” ha partecipato al progetto “Droni e tecnologie per le nuove generazioni”, in collaborazione con esperti professionisti del volo di droni. Riservato alle classi seconde della secondaria di primo grado, il progetto ha fatto sì che i giovani studenti esplorassero i droni, il loro impiego nella moderna tecnologia e nelle applicazioni industriali.
Come sottolineato dal sito specializzato dronezine.it, l’uso dei droni in classe può essere un’ottima opportunità per insegnare concetti STEM in modo pratico e coinvolgente. Gli studenti possono imparare principi di aerodinamica, ingegneria dei materiali, programmazione elettronica e molto altro ancora attraverso la costruzione e il controllo dei droni.
Sul versante della creatività e dell’innovazione, gli studenti possono utilizzare i droni per esplorare nuovi modi di risolvere problemi, acquisire prospettive uniche e sviluppare soluzioni originali per sfide reali.
L’insegnamento dell’uso responsabile dei droni – continua dronezine.it – può promuovere la consapevolezza delle implicazioni etiche e legali legate alla privacy, alla sicurezza e all’impatto ambientale. Gli studenti imparano a considerare le conseguenze delle proprie azioni e a rispettare le normative e le regolamentazioni in materia di droni.
Infine, lavorare con i droni può richiedere competenze di leadership e di lavoro di squadra. Gli studenti imparano a comunicare in modo efficace, a pianificare e a coordinarsi con i loro compagni di classe per raggiungere obiettivi comuni.