Home Archivio storico 1998-2013 Generico E il precariato diventa un film: “Il primo sole”

E il precariato diventa un film: “Il primo sole”

CONDIVIDI
  • Credion

Anche i film si avvicinano al tema della precarietà e alle difficoltà di accesso al mondo del lavoro per i giovani laureati . Sarà questa la sceneggiatura di fondo anche del lungometraggio “Il primo sole”, realizzato dall’H.D. s.r.l. film production di Roma. Il lungometraggio, sostenuto dalla Provincia di Perugia, col patrocinio del medesimo capoluogo umbro, del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e dell’AdiSU, verrà girato tra Perugia e Assisi. L’idea che caratterizza il progetto è quella di far realizzare un film che racconta la precarietà dei giovani laureati, la “beffa” dei contratti di breve durata (o dei mancati contratti) e il brusco impatto con il mondo del lavoro. Nella realizzazione del film sono stati coinvolti oltre 30 studenti ed ex studenti provenienti non solo dal Corso di laurea di Scienze della Comunicazione dell’Università degli studi di Perugia, ma anche da altre Facoltà universitarie. Oltre a rappresentare una sicura opportunità professionale per un folto gruppo di giovani laureandi e neo-laureati, che aspirano a lavorare nel mondo del cinema, il film si propone come una commedia generazionale che racconta come un gruppo di ex compagni d’università, nonostante le difficoltà della vita moderna, trovino nell’amicizia e nella tenacia la speranza per costruire un futuro migliore. Il progetto nasce dall’esperienza di insegnamento del regista Carlo Bolli, realizzato all’interno del Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione, che facendo propria la richiesta di un gruppo di studenti neo-laureati di poter maturare esperienza nel campo cinematografico, ha proposto loro di scrivere una sceneggiatura e di impegnarsi nelle fasi di pre-produzione del film. Ne è nato così “Il primo sole”. L’interesse per la particolarità del progetto si e’ manifestato anche attraverso l’intenzione di RaiSatCinemaWorld di realizzare un back-stage del film, a cura di Giandomenico Curi.