“Non sono mai stato un adolescente, gli adolescenti non mi piacciono, non li capisco. Mia moglie invece sì, li capisce.” È una frase, per molti versi stupefacente, che il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, ha pronunciato nel corso di una lunga intervista rilasciata al celebre scrittore Emmanuel Carrère e pubblicata sul quotidiano britannico The Guardian.
La notizia esce in questi giorni, riportata da 20Minutes.fr che sottolinea come, stranamente, le parole del presidente non abbiano fatto scorrere fiumi d’inchiostro al momento della loro pubblicazione. La frase, in effetti, è sconvolgente se a pronunciarla è qualcuno che dovrebbe avere a cuore i giovani, coloro che rappresentano la Francia di domani, e che invece sembra disinteressarsene apertamente.
L’uscita del presidente dà al giornale francese l’occasione di analizzare la politica di Macron, arrivando alla conclusione che, in effetti, la frase “non mi piacciono gli adolescenti, non li capisco” è perfettamente in linea con la sua azione di governo: i passi indietro sul fronte dell’ecologia e del riscaldamento climatico, tema molto caro ai più giovani, la moltiplicazione delle misure di sicurezza adottate per sedurre – continua 20Minutes – un elettorato più ‘anziano’, le dichiarazioni di Gabriel Attal, ex primo ministro di Macron, che riferendosi ai ragazzi più problematici delle periferie disse durante un discorso pubblico: “tu rompi, tu ripari; tu sporchi, tu pulisci; tu sfidi l’autorità, noi ti insegniamo a rispettarla”. Frase che ha colpito perché evidentemente dal sapore repressivo e non supportata da alcuna idea di prevenzione, né di comprensione del malessere di tante fasce giovanili.
Aiutare bambini e adolescenti a sviluppare un sentimento di appartenenza e di cittadinanza attiva – continua il giornale – non è mai stata una priorità di questo governo, che ha preferito praticare la via della colpevolizzazione e della punizione.
Da qui, conclude 20Minutes – dall’assenza di politiche giovanili serie – le conseguenze negative arrivano a cascata: non ultima, l’inarrestabile declino degli studenti francesi in matematica e scienze, attestato dalle ultime rilevazioni internazionali. Come riporta praticamente tutta la stampa d’oltralpe, l’ultima valutazione TIMSS del 2024 colloca i giovanissimi studenti francesi delle elementari e delle medie al quarantaduesimo posto con 484 punti, ben al di sotto della media OCSE, che è di 524 punti.
Per non parlare delle cifre dell’abbandono scolastico: secondo gli ultimi dati forniti dall’INSEE (corrispondente al nostro ISTAT) 110.000 giovani nel 2023 hanno lasciato il sistema scolastico senza diploma né qualifica e il 13% della popolazione francese tra i 25 e i 34 anni non ha mai completato la secondaria di secondo grado ed è in possesso soltanto del diploma di scuola media.