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Edilizia, lo Stato spende miliardi ma le scuole perdono pezzi: 4 crolli al mese!

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La manutenzione delle scuole italiane lascia ancora molto a desiderare: lo dice Cittadinanzattiva, presentando i risultati annuali prodotti dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla XVIII edizione, che tra agosto 2019 e novembre 2020 ha svolto una verifica sullo stato dell’edilizia degli edifici scolastici italiani rilevando ben 50 episodi di crolli, distacchi di intonaco, caduta di finestre, muri di recinzione e di alberi in prossimità delle scuole.

Da settembre a oggi 11 crolli

Anche nell’anno in corso, pure dopo le verifiche post lockdown, gli episodi si sono ripetuti: dallo scorso settembre ad oggi se ne sono registrati già 11. Confermando la media di almeno 4 casi al mese.

Eppure, in Italia sono stati impegnati negli ultimi mesi circa 2 miliardi di euro per l’edilizia scolastica e per indagini diagnostiche: gli ultimi stanziamenti, 855 milioni, sono stati appena destinati alle Province che gestiscono tutti gli istituti superiori.

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Anche i governi precedenti, su tutti quello monocolore PD con Matteo Renzi premier, hanno speso miliardi per cercare di alzare il livello di sicurezza di oltre 41 mila edifici, più della metà dei quali costruiti oltre 45 anni fa.

In alcune zone i rischi sono alti

Ma i crolli e le cadute varie – come rivela l’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola – vanno avanti da tempo: dal 2013, ha conteggiato sempre Cittadinanzattiva, si contano 326 episodi di questo genere.

Si tratta, quindi, di campanelli di allarme che le istituzioni si ostinano a non ascoltare. Ancora di più perchè, ricorda l’associazione, ben 17.343 scuole (il 43% dei 40.160 istituti scolastici italiani) sono situate in zone a rischio sismico elevato (zona 1 e 2), zone in cui vivono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi.

I finanziamenti chiesti non sempre ottenuti

Di queste scuole, 4.176 hanno inoltrato richieste di finanziamento al ministero dell’Istruzione per effettuare verifiche di vulnerabilità sismica, ma le indagini finanziate sono 1.564 a fronte di 2.612 non finanziate (oltre il 60%) per mancanza di fondi.

Alla presentazione del rapporto, svolta il 20 novembre, è stato detto anche che delle 250 scuole oggetto di interventi o di ricostruzione nelle quattro regioni del centro Italia colpite dal sisma del 2016 (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), solo 17 sono stati conclusi.

Cittadinanzattiva ha inviato lo scorso 6 ottobre quattro istanze di accesso civico a ciascuno degli Uffici della Ricostruzione regionali. In Abruzzo su 24 scuole, 2 sono in fase di esecuzione, 6 con affidamento della progettazione, 10 in fase di progettazione, 4 con gare in corso. In Umbria su 54 edifici oggetto di interventi, la situazione è più articolata.

Ascani (Pd): il Parlamento sta lavorando

“Ho spinto per la calendarizzazione della legge quadro per la Sicurezza delle scuole: c’è la volontà in Parlamento – ha detto in videoconferenza la viceministra Anna Ascani intervenendo al convegno di Cittadinanzattiva -, di arrivare ad un testo base condiviso anche con le opposizioni il Parlamento sta lavorando, si è tutt’altro che persa la volontà di procedere spediti per dotare il Paese di una legge quadro sulla sicurezza negli istituti”.

Il 22 novembre la ricorrenza della tragedia di Vito Scafidi

I dati presentati da Cittadinanzattiva sono stati resi noti nell’antivigilia della Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole, che quest’anno si celebrerà per la quinta volta, da quando, nel 2015, il Parlamento ha stabilito quello come giorno di memoria delle vittime dell’edilizia scolastica e impegno per la diffusione della cultura della sicurezza tra i più giovani.

Una ricorrenza istituita nell’anniversario morte del giovane Vito Scafidi, che il 22 novembre del 2008 perse la vita a Rivoli, in provincia di Torino, a causa del crollo del controsoffitto della sua aula dovuto a dei pesanti tubi di ghisa dimenticati lì da decenni.

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