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Crolla il soffitto e muore uno studente: è emergenza sicurezza

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Morire a scuola per un cedimento improvviso del controsoffitto di un liceo scientifico: accade anche questo negli istituti italiani. Il 22 novembre, nel bel mezzo di due importanti appuntamenti nazionali – la Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, celebrata il 20 novembre, e la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, annunciata per il 25 novembre  – un ragazzo di appena 17 anni, Vito Scafiti, ha perso la vita a Rivoli, in provincia di Torino, mentre si svolgeva l’intervallo all’interno del liceo Charles Darwin.
Altri 17 ragazzi sono stati feriti: per uno di loro c’è il rischio della paralisi degli arti inferiori. A provocare la tragedia sembra sia stato il cedimento di un pesante tubo di ghisa durante l’intervallo dalle lezioni.
Sulla vicenda la procura di Torino ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti. E’ attesa la consulenza tecnica da parte dei vigili del fuoco e sono in corso accertamenti e acquisizioni di documenti. Inoltre, alla provincia di Torino, visto che per legge alle amministrazioni provinciali compete la gestione delle scuole superiori, è affidato il compito di riferire sulla sicurezza del plesso scolastico interessato dal crollo. E la scuola resterà chiusa per il tempo necessario alle verifiche.
Dal Governo giungono parole che ricondurrebbero l’accaduto alla fatalità. Ad iniziare dal premier Berlusconi, secondo cui tutto fa pensare che si sia trattato di "una fatalità drammatica", dal momento che "poteva succedere anche in un’abitazione", che "non c’erano indizi di pericolosità" e che "nessuno aveva denunciato ipotesi di pericolo". Ma la tragedia ripropone seri interrogativi sulla sicurezza delle scuole italiane: lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che sussistono "inquietanti interrogativi sulle garanzie a presidio della sicurezza negli istituti scolastici”. Il sindaco di Rivoli, Guido Tallone, non ha esitato a definire la morte del giovane studente un caso di "morte bianca". Anche dai sindacati giungono parole “forti”: il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto che è giunta l’ora di “mobilitarsi tutti senza distinzioni politiche e ideologiche la scuola non deve essere luogo di morte ma di vita e crescita civile e culturale. Il sindacato – ha tuonato Bonanni – ha spesso denunciato la situazione fatiscente degli edifici scolastici, da terzo mondo, al Nord, Centro e Sud. Ci sono omissioni e responsabilità gravi degli organi di controllo, degli enti locali e delle istituzioni nazionali".
Il ministro Gelmini ha intento chiesto la convocazione straordinaria della conferenza unificata per essere certa che gli enti locali facciano quanto di loro spettanza perchè simili tragedie non si ripetano. Ma secondo le associazioni dei consumatori, come il Codacons, non vi sono dubbi: anche se, nel complesso, quasi la metà degli edifici scolastici ha goduto di interventi di cura negli ultimi cinque anni, oggi il 75% degli istituti scolastici italiani – addirittura tre su quattro – è a rischio poiché mancano diversi certificati previsti dalla legge.
Una situazione drammatica descritta analiticamente dal rapporto Ecosistema scuola 2008 di Legambiente: sarebbero ben 10.000 le scuole di tutta Italia che dovrebbero essere sottoposte a urgenti interventi di manutenzione in quanto prive di svariati certificati, a partire da quello di agibilità statica. Il Governo, invece, ha fatto sapere che la priorità degli interventi riguarderà le 100 situazioni più a rischio. Poi, man mano, si provvederà a verificare le altre.
Sempre secondo Legambiente le scuole italiane che possiedono il certificato di agibilità statica sono meno del 60% e, in Piemonte, il 62% degli edifici scolastici ne è sfornito. Non solo, in Italia le scuole quelle che hanno il certificato igienico-sanitario sono il 71,14% e quello di prevenzione incendi appena il 52,19% e il 23,62% degli edifici scolastici necessitano d’interventi di manutenzione urgenti, mentre solo il 47,11% hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni.
All’indomani della morte del giovane di Torino gli studenti hanno manifestato la loro rabbia attraverso internet: chat, forum, blog e “luoghi” virtuali hanno raccolto le testimonianze e la solidarietà da parte di tantissimi ragazzi. "Nel 2008 siamo costretti ancora ad assistere alla morte di uno studente e a feriti a causa delle disastrose condizioni in cui versano i nostri edifici scolastici. Siamo scandalizzati, e continuiamo ancora una volta a chiedere un piano straordinario di investimenti per l’edilizia scolastica", dice l’Unione degli Studenti, mentre la Rete degli Studenti medi, pur apprezzando la convocazione della conferenza unificata, punta l’indice contro la Gelmini che "deve prendersi le sue responsabilità: con la finanziaria di quest`anno sono ancora state diminuite le risorse per l`edilizia scolastica, una scelta precisa del governo che non ha a cuore la sicurezza degli studenti e degli insegnanti. Sono anni che non si investe sull`edilizia scolastica e non si può certo dire che la situazione ‘è incomprensibile’". L’Unione degli studenti, ha anche organizzato una manifestazione di protesta contro i mancati investimenti da parte dello Stato per prevenire questo tipo di tragedie: mercoledì dovrebbe svolgersi una manifestazione nazionale a Roma. 

Intanto, a proposito della Giornata del 25 novembre, Cittadinanzattiva, confermando di voler mantenere le attività previste, ha precisato: “pensiamo sia il modo migliore per onorare Vito, la sua famiglia ed i ragazzi feriti nella scuola Darwin di Rivoli: lavorare affinché venga garantita la sicurezza delle nostre scuole e di chi in esse studia e lavora continua ad essere il nostro obiettivo”.
Sono diversi i lettori che sono voluti intervenire sulla tragedia avvenuta a Rivoli, ricordando in qualche caso anche quella del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia in occasione del terremoto di sei anni fa in Molise, e più in generale sugli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici: le lettere sono pubblicate nella nostra rubrica "I lettori ci scrivono".
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