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09.12.2025

Edoardo Prati: “A scuola avevo ben chiaro cosa non mi divertiva: sarò andato a lezione di matematica e scienze due volte”

Redazione

Nella cornice della manifestazione Più libri più liberi, che ha avuto luogo lo scorso weekend a Roma, nell’“Arena Robinson”, ai microfoni de La Repubblica, il giovane influencer culturale Edoardo Prati 21enne ha parlato della sua esperienza a scuola raccontando un aneddoto.

Prati e l’amore per le materie umanistiche

“Mi sono perdutamente innamorato della mia docente di greco e latino del ginnasio. A scuola mi divertivo molto. Ma avevo anche ben chiaro cosa non mi divertiva, cioè matematica fisica e chimica”, queste le parole.

“A scuola sarò andato a lezione di matematica, fisica e chimica due volte – ha confessato -. Oggi lo rimpiango, ma ai tempi bigiavo per fare le tagliatelle con la mia migliore amica”.

Prati e l’amore per il liceo classico senza la fissazione del voto

Tempo fa Edoardo ha raccontato di aver “detestato follemente le medie con tutto me stesso”. Si considerava “il povero della classe” a livello economico, e questa cosa l’ha “sempre subita tanto”. Si sentiva “un po’ particolare” e ha percepito di essere messo da parte. Ha subito “cose non belle” manifestate dagli altri nei suoi confronti, anche se ha preferito non entrare negli episodi specifici.

Queste difficoltà, insieme alla sua situazione familiare, hanno contribuito a rendere quel periodo difficile. Ha iniziato a fumare in terza media perché desiderava avere un vizio, qualcosa di cui essere dipendente, per distogliere l’attenzione e avere un appiglio nei momenti di down.

Prati ha poi detto di essersi iscritto al liceo classico: “Alle medie abbiamo i consigli per le superiori. A me i professori avevano detto che non ero buono a studiare, mi avevano detto di scegliere un altro percorso. Non ricordo se l’alberghiero, o comunque un professionale”.

“Io ho amato il classico, mi sono proprio divertito. Non mi è mai importato dei voti. Mi piaceva la possibilità di scoprire cose che altrimenti non avrei scoperto e di approfondire argomenti con persone di cui stimavo le conoscenze. Ero un fumatore e durante i cambi d’ora scendevo a fumare, sfidando la vicepreside che poteva farmi la multa”.

Prati rovina la cultura italiana? Ecco la sua risposta: “Se ce l’avete così a cuore questa cultura italiana, fate qualcosa per la cultura italiana. Queste materie non hanno bisogno di accanimento terapeutico, c’è bisogno di qualcuno che le faccia vivere”.

“Io non sono stato un grande scolaro. Ho letto tanto ma non sono mai stato un secchione a scuola. Le cose che mi interessavano le studiavo, le cose che non mi piacevano no. Non ho mai avuto la passione per il voto alto. La mia professoressa d’italiano aveva individuato questa passione per la lettura, la sento tutte le settimane, è una delle mie più care amiche. Siamo due anime affini, quando ho un problema la chiamo. L’ultima volta l’ho chiamata prima di andare a Che Tempo Che Fa, le ho chiesto se si capisse una frase, lei mi ha detto di no e l’ho cambiata”, ha concluso.

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