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Aggiornato il 30.07.2025
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Educazione affettiva a scuola e caro libri di testo, Valditara risponde al Question Time alla Camera – Rivedi la diretta

Oggi, 30 luglio, dalle ore 15,00, si svolge il question time alla Camera dei Deputati con i ministri Ciriani, Giorgetti, Locatelli, Pichetto Fratin e Valditara. In particolare, il ministro dell’Istruzione e del Merito risponde a due interrogazioni. Una verte sulla questione dei libri di testo e una sulle attività di educazione affettiva a scuola.

Libri di testo, la prima interrogazione

GRIPPO, BONETTI, RUFFINO, BENZONI, D’ALESSIO e SOTTANELLI. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   per le famiglie con studenti in età scolare, il costo dei libri di testo rappresenta una voce di spesa rilevante nel bilancio familiare e, in un periodo di generale aumento del livello dei prezzi, rischia di creare disparità nel diritto allo studio per gli studenti provenienti dai contesti socio-economici più problematici, oltre che inficiare la corretta applicazione dell’articolo 34 della Costituzione sul diritto allo studio e sull’uguaglianza delle opportunità educative a prescindere dalle condizioni economiche di partenza;

   solo 14 studenti su 100, infatti, riesce ad accedere al contributo previsto. Il Governo Draghi ha incrementato da 103 a 133 milioni di euro la dotazione del fondo destinato a garantire alle famiglie meno abbienti la gratuità dei libri di testo. Tale somma, che grazie ad un emendamento parlamentare alle ultime leggi di bilancio non è stata ridotta, risulta dunque invariata nonostante il Governo si fosse impegnato ad incrementarla;

   in molte regioni si segnalano, inoltre, ritardi nell’erogazione delle risorse agli interessati, dovuti alle complessità burocratiche dei passaggi dal Ministero dell’istruzione e del merito alle regioni, e da queste ai comuni. L’Anci ha, peraltro, più volte segnalato come il costo dei libri della scuola primaria sia in gran parte a carico dei comuni, essendo insufficiente il contributo statale;

   sul costo dei libri incide moltissimo, inoltre, la foliazione, che in Italia è ormai fuori controllo, per cui vengono realizzati libri con centinaia di pagine, solo in parte utilizzate, ma che comunque appesantiscono gli zaini e favoriscono una didattica trasmissiva, senza che sia adeguatamente incentivata l’autoproduzione di materiali didattici digitali da parte degli insegnanti;

   peraltro, spesso le case editrici modificano parte dei testi da un anno scolastico all’altro, pur mantenendo pressoché invariato il contenuto, impedendone così il riuso, cosa che comporta un aggravio di spesa per le famiglie del 30-40 per cento;

   in questo quadro sarebbe opportuna l’introduzione di un’estensione della detrazione fiscale per l’acquisto dei libri di testo scolastici simile a quella prevista per le spese sanitarie, sportive e veterinarie –:

   quali iniziative intenda adottare, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2025/2026, per garantire il necessario sostegno a famiglie e studenti, con particolare riferimento alle spese inerenti all’acquisto di libri di testo e di materiale scolastico.
(3-02128).

Ecco la risposta di Valditara: “Il Governo è impegnato per garantire il diritto allo studio. Consapevole della criticità ho costituito un tavolo con l’associazione italiana degli editori, per garantire alle famiglie il contenimento dei costi. Si devono rendere celeri i tempi in cui i contributi vengano erogati alle famiglie. Devo precisare che al Ministero tocca occuparsi del riparto delle risorse. Poi le regioni devono definire le modalità di riparto. Ho proceduto a incrementare il fondo per l’acquisto dei libri da parte dei meno abbienti da 133 milioni a 139 milioni per i prossimi anni. Bisogna supportare le famiglie, ritengo opportuno valutare misure di ulteriore sostegno”.

Educazione affettiva a scuola, la seconda interrogazione

   SASSO, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, DAVIDE BERGAMINI, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   il 21 marzo 2025 il Ministro interrogato ha inviato a tutte le scuole una circolare per ribadire che nelle comunicazioni ufficiali è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana. L’uso di segni grafici non conformi rischia di compromettere la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale;

   a parere degli interroganti, questa scelta è stata funzionale ad evitare il tentativo di strumentalizzazione da parte di alcuni gruppi di pressione che vorrebbero superare il dibattito sociale, politico e istituzionale per superare il concetto di binarismo sessuale senza contraddittorio, come accade quando attivisti ideologizzati con la complicità di alcuni docenti, nascondendosi dietro la sacrosanta lotta alle discriminazioni, all’omofobia, al bullismo, promuovono ideologia gender e «teorie queer» nelle aule;

   presso la VII Commissione della Camera dei deputati si sono appena concluse le audizioni relative al disegno di legge governativo recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico»;

   molte associazioni hanno ribadito la necessità di difendere la libertà di scelta educativa delle famiglie affinché i genitori siano informati e autorizzino in modo esplicito la partecipazione dei figli a iniziative su argomenti considerati delicati e sensibili;

   tutti gli intervenuti hanno sottolineato come la trasparenza e il coinvolgimento delle famiglie rappresentino un diritto imprescindibile, soprattutto quando si tratta di tematiche che toccano la sfera personale e valoriale degli studenti;

   secondo il sondaggio effettuato di recente dall’istituto di Antonio Noto, l’83 per cento degli intervistati chiede che le famiglie vengano informate preventivamente, nel dettaglio, sui progetti riguardanti la sessualità e l’affettività. Il 76 per cento, poi, ritiene che l’educazione sessuale e affettiva sia responsabilità primaria dei genitori, e non della scuola;

   gli interroganti ritengono che, come già delineato nel disegno di legge governativo di cui si auspica una rapida approvazione, solo rafforzando l’alleanza scuola-famiglia, nel rispetto del primato educativo della famiglia, della libertà di insegnamento dei docenti e dell’autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, tutte le componenti possano avere un ruolo strategico ed essere parte attiva del processo formativo ed educativo –:

   quali ulteriori iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per affrontare le numerose sfide che emergono dal dibattito quotidiano e coinvolgono l’intera comunità educante.
(3-02129).

Ecco la risposta di Valditara: “Il disegno di legge sul consenso informato è volto ad attuare il dovere e il diritto ai genitori di educare i propri figli. Il consenso informato preventivo è una misura di buon senso nell’idea di scuola che abbiamo in mente. Consente ad ogni componente del processo educativo di agire in sinergia. L’obiettivo è garantire che le famiglie abbiano piena consapevolezza di quanto viene impartito a scuola. Per la scuola dell’infanzia e primaria le attività saranno esclusivamente quelle indicate nelle Indicazioni Nazionali. Queste ultime assicurano tutte le nozioni connesse con il corpo e le relazioni. Abbiamo introdotto una educazione che sappia coltivare l’empatia e la gentilezza. La scuola e la famiglia procedano insieme nel dialogo cosciente e consapevole”.

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