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04.08.2025

Educazione alimentare: sarà “materia” obbligatoria nel primo ciclo; lo prevede un ddl del Partito democratico

Con l’obiettivo di promuovere stili di vita sani e contrastare l’insorgenza di malattie legate a cattive abitudini alimentari, un gruppo di deputati del Partito democratico ha depositato in Parlamento un disegno di legge (il numero 2378) che mira ad introdurre l’insegnamento dell’educazione alimentare come disciplina autonoma nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

Il nuovo insegnamento mira a sensibilizzare studenti, insegnanti, educatori e genitori sugli effetti negativi di squilibri ed eccessi nell’alimentazione, responsabili di numerose patologie degenerative e dismetaboliche.

L’educazione alimentare sarà affrontata con un approccio interdisciplinare, grazie anche – si legge nel testo del ddl – alla presenza di psicologi professionisti, che affiancheranno il personale docente per integrare aspetti scientifici, emotivi e comportamentali legati all’alimentazione.

Il programma didattico punterà a:

  • diffondere la conoscenza delle iniziative globali contro la fame e per una nutrizione equilibrata;
  • educare le nuove generazioni a comportamenti alimentari corretti e consapevoli;
  • informare sui rischi dell’eccessivo consumo di zuccheri, in particolare nell’età evolutiva;
  • valorizzare la dieta mediterranea come modello alimentare sano e sostenibile.

Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, la “disciplina” sarà parte integrante dell’offerta formativa, con un monte ore minimo di 33 ore annue, inserito nel quadro orario obbligatorio. Lo studio dell’educazione alimentare non si limiterà alle lezioni in aula in quanto sono previste attività pratiche ed esperienze extracurricolari, come per esempio visite guidate presso centri di ricerca e istituzioni ed attività laboratoriali.

Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministro della Salute, dovrà definire i contenuti dei programmi e stabilire criteri e modalità di formazione per i docenti incaricati dell’insegnamento.

Per la verità il disegno di legge non si limita a dettare nuove norme in materia di educazione alimentare come ben si comprende dal titolo “Disposizioni in materia di etichettatura degli alimenti contenenti zuccheri e di impiego dei medesimi nelle mense scolastiche, introduzione dell’insegnamento dell’educazione alimentare nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado …”

“Lo scopo della proposta – si legge nella relazione introduttiva – è, in sintesi, quello di aumentare la consapevolezza nei cittadini dei danni che derivano dall’eccessivo consumo di zuccheri”.
L’intento è certamente molto nobile, ma vanno fatte alcune precisazioni: in primo luogo va detto che le Indicazioni nazionali in vigore (quelle del 2007 riviste nel 2012) già prevedono che nel primo ciclo ci si occupi di educazione alimentare; in secondo luogo lascia perplessi la previsione secondo cui ci vorrà un decreto ministeriale per definire i “contenuti” della nuova “disciplina” in quanto, come è noto secondo le norme del Regolamento sulla autonomia scolastica al Ministero spetta solo il compito di definire gli obiettivi dei percorsi formativi mentre contenuti e obiettivi specifici sono di competenza delle scuole.
Va anche detto che il ddl prevede che i programmi vengano attivati e realizzati con la consulenza di psicologi professionisti che però, almeno per ora, non sono previsti dagli ordinamenti.

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