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Aggiornato il 25.09.2025
alle 20:58

Educazione civica in diretta, al cuore delle sfide dell’oggi. Insegnare e imparare pace in tempi di guerra – 3 ottobre, ISCRIVI LA CLASSE

Aluisi Tosolini

Il 3 ottobre prende avvio la prima lezione della nuova serie di “Educazione civica in diretta” realizzata gratuitamente da Tecnica della Scuola e rivolta a tutte le classi di scuola secondaria che vogliono seguirla dalle 11.00 alle 12.00 in diretta oppure successivamente su YouTube.

Mentre stiamo preparando, assieme ai due esperti che ci guideranno nella riflessione (Chiara Cruciati e Marco Mascia), la lezione del 3 ottobre assistiamo anche, in diretta, all’evoluzione della drammatica situazione che riguarda sia il conflitto a Gaza che la guerra in Ucraina.

Facendo anche solo una breve sintesi delle questioni in agenda in questi giorni ci accorgiamo di quanto gi studenti e i docenti della scuola italiana siano chiamati, e abbiano la diretta possibilità, di costruire percorsi di educazione civica e cittadinanza anche solo prestando attenzione critica a quanto sta accadendo.

Fatti che si impongono alla attenzione di studenti e docenti

Assemblea Generale dell’ONU: si tiene in questi giorni a New York e ha visto da un lato il gruppo di paesi guidati da Francia a Arabia Saudita che hanno proceduto al riconoscimento dello Stato di Palestina (ormai riconosciuto da oltre 140 paesi su 190) e dall’altro gli USA e alcuni altri paesi (tra cui l’Italia) che non intendono riconoscere lo Stato di Palestina considerando che ciò sarebbe – dice Israele – un favore ad Hamas e al terrorismo internazionale. Ma cosa significa riconoscere un Paese? E quando un Paese può essere riconosciuto come Stato? Cosa cambia nel concreto per il conflitto in atto? Sempre all’Assemblea dell’Onu il presidente Usa Donald Trump ha sostenuto anche altre tesi decisamente radicali e contrarie sia all’Onu stesso (che secondo Trump è inutile e incapace di agire) che contro le politiche green e quindi contro il concetto di sviluppo sostenibile che è il cuore dell’agenda 2030 ma anche elemento chiave delle linee guida sull’educazione civica. Ovviamente Trump tace su fatto che l’Onu è ridotto all’inazione proprio dalle scelte dei paesi con diritto di veto (e quindi anche degli USA) che non permettono all’Onu di agire. E allora che senso ha l’Onu e la politica multilaterale oggi?

Global sumud flottilia: ovvero le piccole imbarcazioni che stanno muovendo verso Gaza per portare aiuti e che hanno già subito diversi attacchi da droni di provenienza non identificata. Israele ha definito quanto navigano verso e coste di Gaza come terroristi. Il governo Italiano ha detto che si tratta di una azione inutile e pericolosa e che gli aiuti si possono portare in altro modo (ma fino ad ora ciò non è avvenuto, se non con inutili e molto propagandistici lanci di pacchi dagli aerei. La Global Sumud Flottilia, dicono in molti, è espressione della società civile che fa quello che gli stati non fanno, pur essendone tenuti in base alle regole del diritto internazionale. Ad esempio il diritto internazionale (e la legge italiana anche) vieta di vendere armi a paesi in guerra. Eppure le armi continuano ad arrivare in Israele. Ma più in generale: che ruolo ha la società civile in un conflitto internazionale? Come può intervenire facendo sentire la sua voce?

Continua la distruzione di Gaza (e non solo). Nel frattempo continua la distruzione di Gaza da parte dell’esercito israeliano senza che nessuno intenda davvero fermarlo. E anche senza che sia ammessa la presenza di giornalisti internazionali indipendenti. Proprio oggi BBC e altri Network internazionali hanno diffuso un video per chiedere nuovamente l’accesso dei giornalisti a Gaza. Ricordando anche che sono 238 i giornalisti gazawi uccisi in questi due anni.

E ne frattempo Gaza city viene rasa al suolo. I pochi ospedali ancora attivi chiudono sotto le bombe. Moltissimi bambini muoiono di fame. E donne incinta non riescono a portare a termine le gravidanze e non hanno assistenza medica al parto. Come dire pace in questo contesto?

Lo sciopero del 25 ottobre: intanto in Italia si discute dello sciopero del 25 ottobre. Sciopero con manifestazioni partecipatissime (e sporcate da alcune centinaia di idioti che hanno assaltato la stazione di Milano permettendo così a molti commentatori e politici di deviare il discorso dalle ragioni delle manifestazioni.

Ragioni raccolte da migliaia e migliaia di persone comuni, non legate a sindacati o a partiti politici, che sono scese in piazza per dire BASTA. Per dire che non è sopportabile ulteriormente lo scempio della guerra.

Ecco, tutti questi fatti (e molti altri si potrebbero aggiungere, in primis per quanto riguarda la guerra in Ucraina e le azioni della Russia nei confronti di alcuni paesi europei) sono lo spazio di costruzione di percorsi di educazione alla pace in tempo di guerra.

Educazione alla cittadinanza attiva

E di questo parleremo il 3 ottobre a “Educazione civica in diretta”.

ISCRIVITI alla diretta

La diretta si terrà il giorno 3 ottobre 2025 dalle ore 11.00 alle ore 12.00 e sarà guidata da Daniele Di Frangia di Tecnica della Scuola e Aluisi Tosolini e vedrà la partecipazione di due esperti:

  • Chiara Cruciati. Giornalista, vicedirettrice de Il Manifesto e responsabile Medio Oriente per la sezione Esteri del quotidiano, ha vissuto a lungo nella regione che visita ora regolarmente. Per le Edizioni Alegre, è autrice insieme a Michele Giorgio di “Cinquant’anni dopo” e “Israele mito e realtà” e insieme a Rojbin Beritan del libro “La Montagna sola”. Ha scritto per Famiglia Cristiana, Reset, TerraSanta e Il Venerdì di Repubblica.
  • Marco Mascia, docente di Relazioni internazionali nell’Università di Padova e direttore del Centro di Ateneo per i diritti umani “Antonio Papisca”. E’ fra i promotori della Marcia PerugiAssisi e per RuniPace (la rete delle università italiane per la pace) coordina la sezione educazione e scuola.

Come partecipare

I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTubedella Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:

COMPILA IL FORM

Le classi che desiderano proporsi per partecipare in studio (o in collegamento video) ad una delle dirette, interagendo con gli ospiti, possono contattare la redazione, inviando una mail a info@tecnicadellascuola.it, inserendo i dati utili (istituto, classe interessata, docente referente e recapito telefonico). La disponibilità per la partecipazione alla diretta è limitata al raggiungimento dei posti possibili.

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