Home Attualità Educazione motoria e sport a scuola: tante parole, pochi fatti

Educazione motoria e sport a scuola: tante parole, pochi fatti

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Per tutto il suo mandato l’ex ministro Marco Bussetti ha continuato a ripetere che educazione motoria e sport sarebbero stati valorizzati con progetti, finanziamenti e persino con l’assegnazione di un docente specializzato ad ogni scuola primaria.
In realtà le cose sono andate molto diversamente.
Intanto il disegno di legge sugli insegnanti specializzati nella primaria è ormai fermo e in ogni caso la sua entrata in vigore a regime è previsto per il 2030 (i costi, infatti, sarebbero molto alti e con poche decine di milioni di euro all’anno non si potrò comunque fare molto).
Paradossalmente, una delle poche iniziative che finora funzionava era il progetto Sport di classe realizzato grazie ad una convenzione fra Ministero dell’Istruzione e CONI.
Il progetto consentiva di assegnare alle scuole primarie esperti specializzati con funzione di tutor con il compito di affianca l’insegnante 1 ora a settimana, collaborare alla programmazione dell’attività motoria e supportare l’insegnante per favorire l’attività motoria, anche degli alunni con disabilità.
Il progetto, che durava da diversi anni, si stava diffondendo ed era particolarmente apprezzato dalle scuole.
Ne parliamo al passato, perchè con il nuovo anno scolastico non se ne parla più e, soprattutto, non se ne conoscono neppure le ragioni. Forse la convenzione non è stata rinnovata o forse Miur e Coni non hanno ancora stanziato le risorse necessarie.
Abbiamo provato a chiedere informazioni al Coni, ma la risposta è stata disarmante: “Si tratta di informazioni riservate”.

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