Nel pomeriggio del 23 luglio la Commissione Cultura della Camera ha dedicato altre due ore di lavoro per le audizioni informali relative al disegno di legge in materia di consenso informato presentato a suo tempo dal ministro Valditara.
Sono stati auditi, tra gli altri, Francesca Piergentili, docente di diritto costituzionale presso l’Università europea di Roma, Filippo Savarese, direttore delle comunicazioni di Pro Vita & Famiglia Onlus, Angela Nava Mambretti, presidente nazionale del Coordinamento genitori democratici, Elsa Ganassini, segretario generale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, Alessandra Campani, referente del Gruppo Prevenzione dell’Associazione Donne in Rete contro la violenza.
Sul tema, intanto, è intervenuto anche il deputato della Lega Rossano Sasso: “Rispediamo al mittente le accuse di PD e M5S che hanno definito questa proposta ‘omofoba’ e ‘liberticida’. La nostra proposta, che mira a garantire trasparenza e coinvolgimento delle famiglie nelle scelte educative dei propri figli, prevede che per qualsiasi progetto scolastico su temi come l’educazione sessuale, il rispetto delle diversità o l’affettività, le scuole debbano: informare preventivamente i genitori sui contenuti, i materiali utilizzati e l’identità degli esperti esterni coinvolti; ottenere l’autorizzazione esplicita delle famiglie tramite consenso informato e offrire attività alternative per gli studenti i cui genitori non autorizzano la partecipazione”.
“PD e M5S – prosegue Sasso – ci criticano solo perché vogliamo evitare situazioni come quelle già verificatesi, ad esempio a Pavia, dove attivisti hanno tenuto lezioni di educazione sessuale a bambini di prima elementare con contenuti ritenuti inappropriati da molte famiglie”.
Sasso ha anche parlato di “deliranti le affermazioni dei colleghi di PD e M5S durante l’audizione, secondo cui le famiglie non sarebbero in grado di educare i figli, ma sarebbe meglio affidare l’educazione ad esperti esterni”.
Pesanti le conclusioni del deputato leghista: “Se qualcuno vuole continuare a far tenere corsi con drag queen, trans e attivisti lgbt di sinistra a dei bambini, lo faccia a casa propria, non a scuola con figli altrui. L’educazione dei figli spetta prima di tutto alle famiglie, come stabilito dall’art.30 della Costituzione. La Lega dice no al preciso disegno politico di Schlein e Conte di voler promuovere l’ideologia gender nelle scuole”.