Home Archivio storico 1998-2013 Generico Educazione stradale su due ruote: al via il tour Ania Campus

Educazione stradale su due ruote: al via il tour Ania Campus

CONDIVIDI
  • Credion
Contrastare, attraverso l’educazione stradale, l’alta incidentalità riscontrata su motocicli e ciclomotori: con questo fine ha preso il via a Roma, il 17 marzo, la seconda edizione di Ania Campus, il tour itinerante dedicato ai ragazzi che vuole migliorare le capacità di guida sulle due ruote.
L’iniziativa, che affiancherà il percorso del tour “Icaro 9”, è promossa dalla Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, in collaborazione con la Federazione motociclistica italiana. Si tratta di un tour itinerante, pensato per i giovani delle scuole primarie e secondarie, che
A Roma, in occasione dell’inaugurazione, i formatori ed i tecnici della Fmi e gli istruttori della Scuola Motociclistica Italiana ha messo in atto dei mini corsi teorici e pratici, differenti per le varie classi d’età: gratuitamente ai ragazzi di Roma sono stete così insegnate le modalità di guida adatte a fronteggiare i pericoli della strada. I corsi sono stati proposti ai giovani delle scuole medie superiori coinvolte nel progetto “Icaro 9”, promosso dalla Polizia di Stato.
“Attraverso Aia Campus – ha detto Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania – stiamo sperimentando un modello per indurre il legislatore a introdurre l’obbligo della prova pratica nell’esame del patentino per il ciclomotore, che in Italia si consegue con il solo superamento di una prova teorica. Va ricordato come la prova pratica stia dando, in termini di minore incidentalità, ottimi risultati nei Paesi Europei che l’hanno già adottata”.
La cultura stradale, del resto, dovrebbe essere posta tra le priorità del Paese. I dati Istat, commentati dall’Ania, sono impressionanti e valgono più di ogni commento: nel 2007 in Italia sono stati registrati 5.131 morti per incidente stradale (nel solo territorio di Roma e provincia si sono verificati complessivamente 24.654 incidenti, con 344 morti e 33.224 feriti). Complessivamente, quelli che hanno riguardato ciclomotori e motocicli hanno causato la morte di 1.630 persone, il 31,8% rispetto al numero complessivo delle vittime sulle strade del nostro Paese, e 94.687 feriti che hanno subito danni di diversa gravità, il 29% rispetto al totale.
Sempre rimanendo motoveicoli, nel nostro Paese ne circolano più di otto milioni di gli incidenti in cui sono coinvolti, sempre secondo gli ultimi dati Istat, sono 91.812 e rappresentano il 21% dell’incidentalità complessiva sulle nostre strade. Lo scorso anno il Ministro delle infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, ha affermato che l’incidentalità stradale di questi veicoli comporta costi sociali pari a 8.812 milioni di Euro.