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Aggiornato il 05.12.2025
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Eduscopio 2025, il ds di un liceo nella top 10: “Con docenti titolari che vivono sul territorio si è avvantaggiati” – INTERVISTA

Aluisi Tosolini

Il Liceo Scientifico Giorgione di Castelfranco Veneto è collocato dalla ricerca Eduscopio della Fondazione Agnelli nella top ten dei licei scientifici in Italia, oltre che primo tra tutte le scuole in provincia di Treviso con i punteggio di 90,38. Due anni fa primo in provincia risultò il liceo Classico, altro percorso offerto dal Liceo Giorgione, scuola molto impegnata anche a livello territoriale e nella rete delle scuole di pace.

Dal 2015 il liceo è diretto da Franco De Vincenzis cui abbiamo rivolto alcune domande, anche provocatorie, per cercare di capire l’esperienza del Giorgione. Ne è uscita una intervista ricca di spunti e con una precisa visione di scuola e di funzione sociale e culturale della scuola.

Se cresce il territorio cresce anche il tasso di formazione.

D. Il liceo Giorgione che lei dirige ha ottenuto un punteggio altissimo nella ricerca Eduscopio: quali sono secondo lei tre caratteristiche del vostro modo di lavorare che stanno alla base di questo risultato?

R. Direi in primo luogo il clima di apprendimento. La condizione ideale per imparare è la qualità delle relazioni tra docenti e discenti e tra gli stessi studenti. Ciascuno deve essere messo nelle migliori condizioni ambientali per dare il proprio massimo. In secondo luogo l’offerta di percorsi di recupero delle competenze di indirizzo, non solo con corsi e sportelli ma anche con attività extracurricolari ed esperienze ‘fuori sede’ che favoriscono soprattutto l’acquisizione di competenze trasversali (siamo scuola di pace, presidio di Libera ecc..).

Da ultimo cerchiamo di essere punto di riferimento per il territorio e contribuiamo allo sviluppo di quella che Bruner chiama “la cultura dell’educazione“. In altre parole, se cresce il livello culturale di un territorio e aumentano i presidi di libertà cresce anche il tasso di formazione dei singoli studenti. Si crea così il terreno fertile in cui affondano le radici le nuove generazioni.

La voglia di ‘riscatto’ e la scuola come unica possibilità.

D. La ricerca Eduscopio evidenzia le scuole con punteggi più alti sono collocate non in città quanto piuttosto in centri urbani de territori della provincia. Treviso non è una grandissima città eppure anche qui si verifica la stessa situazione. Perché secondo lei? C’entra il tessuto sociale? La rete territoriale?

R. La risposta più semplice sarebbe che in provincia (anche in quella di Treviso) ci sono meno distrazioni! Ma sarebbe superficiale. In realtà, con i social le distrazioni sono equamente distribuite e poi non ci sono grandi differenze in termine di offerte ‘distrattive’ tra il capoluogo e le piccole città di provincia come Castelfranco Veneto. Anche le distanze dai centri universitari più rinomati di Padova e Venezia sono più o meno simili tra capoluogo e provincia. Quindi il motivo di fondo forse è un altro. E potrebbe essere la voglia di ‘riscatto’ e la fame di autoaffermazione che la periferia ha nei confronti del centro. Chi vive ‘ai margini’ trova stimoli maggiori nelle motivazioni allo studio, sa che la scuola è l’unica possibilità di ascensione sociale e si prodiga con tutte le sue forze per dimostrare a sé stesso e agli altri di essere all’altezza.

D. Alcuni commentatori evidenziano come Eduscopio, almeno nelle grandi città, non faccia altro che scoprire l’acqua calda, ovvero riconoscere l’eccellenza là dove l’eccellenza esiste già ma come condizione sociale, culturale ed economica degli studenti.  Una profezia che si auto adempie direbbe il filosofo Micael Sandel che su questi temi ha scritto il libro “La tirannia del merito”. Lei cosa ne pensa?

C’è del vero nella profezia che si autoavvera di Sandel. Ma questo vale, secondo me, maggiormente per le prove Invalsi che sono delle istantanee su studenti più giovani relative al livello raggiunto nel tempo x della rilevazione. Meno per le indagini Eduscopio che abbracciano un arco temporale più ampio (tre anni) e ponderano i risultati universitari in base ai crediti conseguiti e ai tempi di conseguimento. Pertanto per mantenere un livello alto in un così ampio lasso di tempo è necessario aver dotato gli studenti di un buon metodo di studio e di discernimento. E in questo non è detto che la scuola del centro città sia più performante di una scuola di periferia in cui le condizioni socio-culturali sono più sfavorevoli.

La ricchezza di una scuola plurale.

D. Al liceo Giorgione ci sono anche altri indirizzi?  Come sono andati?

E secondo lei la pluralità di indirizzi dentro un istituto scolastico a servizio di un territorio ben definito costituiscono una ricchezza o complicano le cose?

Al Giorgione – frequentato da circa 1000 studenti e con 140 docenti,  ci sono, oltre al Liceo scientifico e le scienze applicate, il Liceo classico, linguistico e musicale. Questi indirizzi non hanno brillato come lo scientifico ordinario ma sono comunque in buona posizione in provincia. Il musicale al momento non è valutato da Eduscopio forse perché sono pochi i licei in ogni provincia. La pluralità di indirizzi complica di sicuro il lavoro di segreteria nella definizione degli organici et similia, ma è una ricchezza per la presenza di diverse sensibilità sia tra i docenti sia tra gli studenti. I musicisti contribuiscono ad arricchire la didattica con arte e creatività, i linguisti favoriscono la condivisione degli idiomi e i classicisti ci riportano al tempo dei maggiori per ricordarci che i sentimenti umani in realtà sono gli stessi da sempre. I matematici, infine, ci aiutano  a calcolare il mondo, benché consapevoli del fatto che il mondo vada anzitutto compreso.

La scuola come percorso di ricerca di senso.

D. A suo parere quanto incide sul risultato complessivo la stabilità del dirigente e del corpo docente

La stabilità del preside e dei docenti, soprattutto la seconda, è decisiva. Chi ha la fortuna di avere un turn over ridotto perché ha docenti titolari che vivono sul territorio è molto più avvantaggiato, sia in termini di continuità educativa sia per la visione di insieme che ogni docente acquisisce grazie alla permanenza pluriennale nella stessa sede. Le strategie educative efficaci nascono dalle risposte di senso che i docenti sanno fornire ai loro studenti e che i presidi sanno dare a tutto il personale scolastico. Se il singolo operatore è consapevole del disegno complessivo si coinvolge di più e motiva maggiormente i suoi allievi. In tutto questo la stabilità è un valore imprescindibile.

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