Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà consentire a Unicobas Scuola e Università l’accesso alla documentazione relativa alle votazioni per l’elezione del Consiglio superiore della Pubblica amministrazione. A stabilirlo è stata una sentenza del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato dal sindacato.
La vicenda risale a più di un anno addietro, quando Unicobas aveva presentato un’istanza di accesso generalizzato agli atti presso il Ministero, la Commissione elettorale centrale e i nuclei elettorali territoriali delle cinque province laziali, con l’obiettivo di acquisire la documentazione relativa alle elezioni delle componenti elettive del Cspi.
A luglio dello stesso anno, però, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, in qualità di responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, aveva negato l’accesso, sostenendo che la documentazione dovesse essere richiesta ai nuclei provinciali. Una decisione contestata dal sindacato, che si è rivolto ai giudici amministrativi.
Il Tar ha accolto il ricorso, precisando che a dover rispondere all’istanza è il Ministero stesso, dal momento che gli uffici scolastici territoriali non hanno personalità giuridica. Inoltre, i giudici hanno ritenuto “irragionevoli” le motivazioni del diniego ministeriale, basate sulla presunta “massività” della richiesta.
Secondo la sentenza, infatti, sarebbe stato “sproporzionato chiedere alla ricorrente di rivolgersi a tutti gli istituti scolastici della regione”, ribadendo così il diritto del sindacato a ottenere i documenti richiesti.
“Ora – commenta Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas -auspichiamo che i responsabili del diniego sui dati di così importanti consultazioni nazionali relative all’elezione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, facenti capo al Ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Valditara, si dimettano ed acquistino quella cultura democratica e costituzionale che hanno dimostrato di non conoscere e/o condividere”.
“Ora – conclude d’Errico – dopo aver segretato illegittimamente il numero delle schede bianche e nulle, si sbrighino a fornirci quanto avevamo giustamente richiesto nel corso delle operazioni elettorali a suo tempo prima della nomina degli eletti. Segno dei tempi che nessun altro sindacato abbia fatto nulla a fronte di un comportamento tanto singolare del Ministero”