Breaking News
01.10.2025

Elisa True Crime: “Faccio ancora gli incubi sulla mia maestra che mi infila a forza in bocca il cibo disgustoso della mensa”

Redazione

Quello delle mense scolastiche è un mondo a parte, di cui spesso non si conoscono tra criticità e abitudini nocive radicate. Ieri sul profilo Instagram della youtuber e podcaster Elisa True Crime si è parlato di questo, visto che la 36enne ha parlato ancora una volta dei suoi problemi a scuola.

Il caso

Tutto è nato da uno spunto: la De Marco, questo il suo cognome, ha condiviso una domanda posta alla psicoterapeuta Stefania Andreoli durante un question time sempre un Instagram. Un’utente ha chiesto all’esperta se fosse normale che un o una docente obbligasse gli alunni a finire il piatto a mensa o se ciò superasse un certo limite.

Questo il commento della youtuber: “Se conoscete la mia storia sapete dei trascorsi traumatici che ho avuto con le mie maestre delle scuole elementari. Mi piange il cuore sapere che in alcune scuole le cose non siano cambiate dopo più di 25 anni. Faccio ancora gli incubi sulla mia maestra che mi infila a forza in bocca il cibo disgustoso della mensa. Dopo anni di terapia questi argomenti mi fanno tanto male. Grazie a tutte le maestre che fanno questo mestiere con amore, so che esistete”.

L’aneddoto

La podcaster ha parlato tempo fa dei problematici anni a scuola: “La serenità della mia infanzia è stata un po’ rovinata da una figura adulta di riferimento, una maestra delle elementari. Lei, da che ho memoria, è sempre stata giudicante, poco comprensiva. Ero una bambina molto fragile e avevo bisogno di più attenzioni e questa maestra ha fatto di tutto per farmi sentire diversa dai miei compagni fino ad arrivare a denigrarmi o escludermi dalle varie attività”, questo il suo sfogo.

“Ad esempio, alla recita di fine anno ero esclusa, sempre in punizione per qualcosa e non capivo perché e lei non mi spiegava. Quando si organizzava la recita io non potevo partecipare, dovevo stare con le braccia conserte. Io ci provavo sempre e lei mi ignorava. Questa è stata la mia vita per cinque anni, è stato terrificante. Non ero aggressiva, ero un agnellino, non capivo il motivo e mi sentivo sbagliata. Mi sentivo di fare qualcosa di male e non capivo cosa e mi vergognavo. E non parlavo di questo malessere ai miei genitori perché pensavo di aver fatto qualcosa di male e che magari mi avrebbero rimproverata”, ha aggiunto, aprendosi.

“Da bambina non realizzavo di star subendo un’ingiustizia. Lei mi trattava male tutto il giorno e a fine lezione le chiedevo se fossi stata brava. Lei non mi diceva mai di sì ma io avevo bisogno della sua approvazione. E lei non mi diceva mai di sì e uscivo con l’angoscia. Questa dinamica l’ho replicata con altre relazioni nella vita. Ero triste e a tratti capivo che non era normale. Avevo fobia del vomito e la maestra mi trattava come se facessi i capricci e non volessi mangiare. Ho iniziato le scuole medie e le mie fobie sono svanite, come se fosse merito dell’assenza di questa maestra da cui tutto scaturiva. L’ho incontrata due anni fa al supermercato e ho pensato di salutarla ma poi non l’ho fatto”, ha aggiunto.

Mensa scolastica, i docenti in servizio durante la refezione non hanno diritto al pasto completo

In questi giorni il tema delle mense scolastiche è all’ordine del giorno, a causa di una decisione della Cassazione. I docenti in servizio durante l’orario della refezione scolastica non hanno diritto al “pasto completo” con primo, secondo, contorno, frutta e pane.

A deciderlo la Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, che con l’Ordinanza pubblicata il 17 luglio 2025 (n. 2844/2025), ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un gruppo di insegnanti ricorrenti contro il Ministero dell’Istruzione, un Istituto Comprensivo Statale e un Comune. La controversia, discussa in camera di consiglio il 4 giugno 2025, ruotava attorno al diritto del personale docente a fruire di un pasto completo durante la refezione scolastica.

La Suprema Corte ha confermato l’orientamento espresso dalla Corte d’Appello di Venezia (sentenza n. 415/2020), che aveva riformato una precedente sentenza del Tribunale. Il ricorso mirava a ottenere la somministrazione di un pasto composto da primo e secondo piatto, contorno, frutta e pane.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate