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Emendamenti al Milleproroghe, tante richieste sul fronte Scuola

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Riguardano il mondo della scuola, assieme a quello degli enti locali, la maggiore parte degli 858 emendamenti finalizzati a modificare il decreto Milleproroghe: a comunicarlo sono state le stesse commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera che valuteranno, nelle prossime ore, se e dove è possibile intervenire sul provvedimento del Governo Monti che ha fatto tanto discutere per i sacrifici richiesti agli italiani.
Un punto sulle modifiche è stato fatto il 16 gennaio: quelle non fattibili sono state subito scartate; per le altre occorrerà verificare l’ammissibilità e, laddove richiesta, la necessaria copertura finanziaria. Non sono trapelate, al momento, indiscrezioni sui contenuti degli emendamenti che hanno possibilità di essere approvati. Di sicuro alcuni emendamenti riguardano la possibilità per il personale della scuola di mantenere la possibilità di lasciare il lavoro per la pensione nello stesso anno in cui vengono maturati gli anni di contribuzione necessari. Considerando, però, che questa modifica provocherebbe una perdita economica non indifferente per le casse dello Stato, le possibilità che passi sono ridotte al lumicino.
Altri emendamenti riguardano da vicino i precari, in particolare i docenti. Chi spera di vedere “licenziata” una proposta di modifica al Milleproroghe di questo genere è sicuramente l’Anief. Il sindacato, che questa volta non potrà essere accusato di essersi mosso rivolgendosi solo ai giudici, ha presentato sul “filo di lana” le proprie indicazioni ai presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera: tra gli emendamenti indicati dell’organizzazione di Marcello Pacifico figura l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutti i docenti abilitati negli ultimi due anni, di quelli che si stanno abilitando e dei docenti ruolo, in possesso di altre abilitazioni, che a seguito dell’ultima Finanziaria rischiano ora di essere riconvertiti, cassa-integrati e addirittura licenziati. L’Anief ha chiesto poi di far usufruire al personale della scuola della stessa “finestra” per andare in pensione concessa ai lavoratori privati della classe 1952. Oltre che di prorogare un anno (al 31 dicembre prossimo) i tempi per impugnare i precedenti contratti che hanno previsto un licenziamento e di bandire entro il 2012 i concorsi per ricercatore universitario, in attesa del passaggio al nuovo sistema di reclutamento accademico che ne ha cancellato l’esistenza.
Molti degli emendamenti sono stati presentati dall’opposizione parlamentare, in particolare dall’Italia dei Valori e dalla Lega Nord. Il vaglio della loro ammissibilità è previsto già per il 17 gennaio, in tarda mattinata, quando partirà l’esame delle proposte di modifica. Entro venerdì 20 gennaio il decreto dovrebbe essere licenziato dalle commissioni per passare in Aula, alla Camera, già la settimana prossima. Quando è atteso il via libera dell’Assemblea di Montecitorio.