Registrati

Prima ora - le notizie 11 settembre

11.09.2026

Addio ad Emma Bonino, la “pasionaria” dei diritti civili che ha cambiato il volto dell’Italia

Emma Bonino, per decenni figura centrale della politica italiana ed europea, si è spenta lasciando un vuoto profondo nel panorama civile del Paese. Leader radicale, europeista convinta, voce determinata e spesso scomoda, Bonino ha attraversato la storia italiana dal secondo dopoguerra in avanti con una coerenza rara e una passione che hanno inciso su intere generazioni.

Nata a Bra il 9 marzo 1948, cresciuta in una famiglia piemontese di tradizioni solide, si forma all’Università Bocconi, dove si laurea in Lingue e Letterature moderne. Negli anni giovanili si avvicina alle lotte sociali, e nel 1975 fonda il CISA, il Centro per l’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, che segna l’inizio della sua instancabile battaglia per i diritti delle donne e l’autodeterminazione. Da quel momento, il suo nome diventa sinonimo di libertà, laicità, diritti civili e disobbedienza civile nonviolenta.

Eletta alla Camera nel 1976, a soli 28 anni, Bonino diventa presto un punto di riferimento della politica radicale. Al Parlamento Europeo porta avanti dossier cruciali sui diritti umani, mentre tra il 1994 e il 1999, come Commissaria europea, si distingue per rigore, competenza e capacità di intervento in scenari internazionali complessi. Gli incarichi governativi — dal Ministero del Commercio Internazionale al Ministero degli Esteri — consolidano la sua reputazione di donna delle istituzioni, indipendente e tenace.

Instancabile anche di fronte alla malattia, Bonino affronta nel 2015 una forma di cancro al polmone con la stessa trasparenza e determinazione che ha caratterizzato ogni sua battaglia pubblica. La sua voce resta presente fino all’ultimo nei dibattiti su Europa, immigrazione, diritti umani, stato di diritto, liberalismo e laicità dello Stato.

Nel 2018 Bonino, parlando di occupazione e formazione ha detto: “La scuola deve preparare più e meglio al lavoro: va bene il boom del liceo classico, ma nei Paesi vicini alla piena occupazione come la Germania cercano più ingegneri e operai specializzati che non dei latinisti“.

Emma Bonino lascia l’immagine limpida di una combattente civile: una donna capace di unire fermezza e gentilezza, pragmatismo e visione, rigore e compassione. Una figura che ha attraversato il nostro tempo ricordandoci che la libertà non è mai conquistata una volta per tutte, ma richiede cura, coraggio e responsabilità.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate