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11.09.2026
Aggiornato alle 18:01

Addio ad Emma Bonino, la “pasionaria” dei diritti civili che ha cambiato il volto dell’Italia

La leader di +Europa Emma Bonino durante lÕevento di chiusura della campagna elettorale della lista Stati Uniti d'Europa, per le elezioni europee, Roma, 06 giugno 2024. ANSA/ANGELO CARCONI

Emma Bonino, per decenni figura centrale della politica italiana ed europea, si è spenta lasciando un vuoto profondo nel panorama civile del Paese. Leader radicale, europeista convinta, voce determinata e spesso scomoda, Bonino ha attraversato la storia italiana dal secondo dopoguerra in avanti con una coerenza rara e una passione che hanno inciso su intere generazioni. “Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”, ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione”.

Chi era Emma Bonino

Nata a Bra il 9 marzo 1948, cresciuta in una famiglia piemontese di tradizioni solide, si forma all’Università Bocconi, dove si laurea in Lingue e Letterature moderne. Negli anni giovanili si avvicina alle lotte sociali, e nel 1975 fonda il CISA, il Centro per l’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, che segna l’inizio della sua instancabile battaglia per i diritti delle donne e l’autodeterminazione. Da quel momento, il suo nome diventa sinonimo di libertà, laicità, diritti civili e disobbedienza civile nonviolenta.

Eletta alla Camera nel 1976, a soli 28 anni, Bonino diventa presto un punto di riferimento della politica radicale. Al Parlamento Europeo porta avanti dossier cruciali sui diritti umani, mentre tra il 1994 e il 1999, come Commissaria europea, si distingue per rigore, competenza e capacità di intervento in scenari internazionali complessi. Gli incarichi governativi — dal Ministero del Commercio Internazionale al Ministero degli Esteri — consolidano la sua reputazione di donna delle istituzioni, indipendente e tenace.

Instancabile anche di fronte alla malattia, Bonino affronta nel 2015 una forma di cancro al polmone con la stessa trasparenza e determinazione che ha caratterizzato ogni sua battaglia pubblica. La sua voce resta presente fino all’ultimo nei dibattiti su Europa, immigrazione, diritti umani, stato di diritto, liberalismo e laicità dello Stato.

Le parole sulla scuola

Nel 2018 Bonino, parlando di occupazione e formazione ha detto: “La scuola deve preparare più e meglio al lavoro: va bene il boom del liceo classico, ma nei Paesi vicini alla piena occupazione come la Germania cercano più ingegneri e operai specializzati che non dei latinisti“.

Emma Bonino lascia l’immagine limpida di una combattente civile: una donna capace di unire fermezza e gentilezza, pragmatismo e visione, rigore e compassione. Una figura che ha attraversato il nostro tempo ricordandoci che la libertà non è mai conquistata una volta per tutte, ma richiede cura, coraggio e responsabilità.

Le reazioni

“Emma Bonino è stata una protagonista della storia politica e civile italiana, ha combattuto con convinzione le lotte in cui credeva. Questo le va riconosciuto anche da chi ha diverse sensibilità politiche. Alla sua famiglia e alla sua comunità politica e umana vanno le mie più sentite condoglianze”, questo quanto dichiara Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito.

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