Ancora una storia di molestie su bambini, stavolta emersa nel tema dell’esame di terza media di un’alunna, che all’epoca dei fatti aveva dieci anni. Oggi, 19 maggio, come riporta Ansa, per quelle violenze, è stato arrestato il cugino della piccola, 38enne che nei giorni scorsi ha patteggiato 1 anno per violenza sessuale.
E’ stato “W l’amore”, un percorso di educazione affettiva e sessuale, ad indicarle la strada da seguire. La studentessa ha svelato il suo segreto nella prova di italiano, poi è riuscita a parlarne davanti alla commissione esaminatrice: “Quando avevo dieci anni, mio cugino di trent’anni mi si è avvicinato e mi ha toccato in tutte le parti possibili”.
La tredicenne ha detto: “Durante le lezioni di “W l’amore” ho capito che dovevo trovare il coraggio di parlare, che è giusto parlarne e non tenersi tutto dentro. Io, a scuola, mi sono sempre sentita ascoltata, ho avuto l’ascolto che a casa non ho mai avuto, per cui ho deciso di parlarne”.
Considerando che l’uomo era incensurato e aveva versato un parziale risarcimento, la giudice gli ha concesso le attenuanti generiche. Oltre alla sospensione della pena, di cui però potrà beneficiare solo se seguirà per un anno un percorso di recupero.
Non è la prima volta che accade qualcosa di simile. L’anno scorso una studentessa di diciotto anni del Trentino ha avuto il coraggio di rivelare, in un tema scritto a scuola, le violenze subite dal marito della madre, che ha denunciato.
Lo riporta La Repubblica. Per lei “la penna è stata l’alleata per ‘sentirmi libera, leggera’. A scuola ci è stato chiesto di scrivere un racconto per la giornata contro la violenza sulle donne. Ho intravisto una via d’uscita, era il 2023”.
“Tutto iniziò una bella giornata di agosto, io avevo 6 anni e mia mamma aveva appena conosciuto un nuovo ragazzo. Ero al settimo cielo, morivo dalla voglia di conoscere quello che pensavo sarebbe stato il mio futuro padre. Le cose poi presero una brutta piega il giorno che andai a sciare insieme a lui. Quella fu la prima volta”, comincia così il racconto “Occhi piccoli che videro molto” consegnato agli insegnanti il 25 novembre di quasi due anni fa.
Il testo descrive le prime avance, poi le violenze dopo le quali si sentiva “un sacco di immondizia”. E i quotidiani tormenti: “Mi costringeva a mangiare tutto quello che c’era nel piatto fino a finire con la faccia dentro il wc”. I professori hanno capito che quella non era fantasia.