I genitori di un alunno con disturbi dell’apprendimento hanno deciso di fare ricorso dopo la bocciatura del figlio all’esame di terza media. Il Consiglio di Stato (sentenza 3017/2026), come riporta Il Sole 24 Ore, ha chiarito che il mancato superamento dell’esame di Stato, anche per uno studente con Dsa, è legittimo se la scuola ha predisposto correttamente le misure compensative, a prescindere che l’alunno decida di non utilizzarle.
Il ragazzo, in particolare, ha ottenuto cinque in matematica. I genitori hanno lamentato un errato calcolo del punteggio e la mancata applicazione del PDP. Lo studente però, a quanto pare, non ha usato gli strumenti compensativi e ha consegnato l’elaborato in anticipo, per poi imputare l’insuccesso a una mancanza della scuola.
Il giudice ha anche chiarito che il cambio da una griglia di valutazione provvisoria con una definitiva da parte dei docenti non costituisce vizio di forma in quanto i giudici non possono mai sostituirsi ai docenti a meno che non emergano errori di fatto evidenti.
Un ragazzo respinto due volte per un’insufficienza in matematica, nonostante i progressi registrati nel corso dell’anno. Una famiglia che si rivolge ai tribunali amministrativi. E infine una sentenza che dà torto alla scuola e le impone anche il pagamento delle spese legali.
È quanto accaduto a Merano, dove il Tar di Bolzano ha annullato la bocciatura di uno studente di terza superiore di un istituto tecnico professionale, ritenendo che il Consiglio di classe avesse “travisato i fatti”.