Rivoluzione in Francia: arriva la riforma del “brevet“, l’esame della scuola dell’obbligo francese più o meno paragonabile al nostro esame di terza media (ma in Francia gli anni del ciclo compreso tra elementari e superiori – il collège – sono quattro). Lo riporta Il Corriere della Sera.
L’autore della riforma è Edouard Geffray, ministro dell’Istruzione francese, che ne ha parlato in una intervista all’agenzia EBRA. Quest’ultimo ha accolto le invocazioni di quanti, da anni, lamentano il livellamento verso il basso della scuola francese, la mancanza di selezione e quindi di sforzo da parte degli allievi.
L’eccessiva facilità della “scuola per tutti” viene spesso indicata come una delle cause profonde della crisi del Paese e della perdita di competitività della Francia. Il ministro Geffray ha deciso di cominciare dal brevet: “Alla fine otterrà il brevet solo il 75% degli allievi – ha spiegato – anche perché si tratta di non illudere i ragazzi sul loro livello, altrimenti si rischia di incoraggiare il risentimento nei confronti degli insegnanti quando poi incontrano difficoltà una volta arrivati al liceo”.
“Dovremmo aspettarci un calo piuttosto drastico del tasso di superamento dell’esame per il Brevet, che potrebbe diminuire di 10 punti percentuali. Potremmo arrivare a un tasso di superamento del 75% con un numero di menzioni d’onore decisamente inferiore. Gli studenti devono anche capire che gli esami richiedono preparazione”.
Ricordiamo che da noi le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo del primo ciclo, salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, che parla di sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica, oppure:
Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo. Se la valutazione del comportamento è inferiore a sei decimi, il consiglio di classe delibera la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato conclusivo del percorso di studi.
Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.
Il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’alunna o dall’alunno.
Va poi ricordato che la sentenza del Consiglio di Stato n. 5917 dell’agosto del 2019 ha chiarito che la bocciatura nella scuola media secondaria è “un’eccezione”.