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Esami di stato? Nebulosi. Il candidato in classe e la commisione in video e a distanza

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Si parla di svolgere gli esami di stato in classe, ma con lo studente da solo in aula e collegato a distanza con la commissione. Appare infatti quasi certo che il rientro a scuola ormai venga spostato direttamente a settembre, col nuovo anno,  per evitare rischi di contagio e forse pure per riprendere tutto d’accapo, lasciandosi alle spalle  tanto inatteso sfacelo.

Esami a distanza

E allora, in questo caso e come il ministero aveva annunciato, gli esami di stato si dovranno svolgere a distanza e con una sola prova orale. E per attuare questa del tutto nuova formula, si starebbero studiando le modalità operative affinchè l’esame risulti il più possibile oggettivo e senza interferenze di sorta.

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E a tale fine viene sempre di più agitata l’idea di interrogare i candidati in un’aula della scuola, mentre a distanza i commissari seguono le sue performance.

Scelta saggia per evitare ricorsi

Dunque da un lato i commissari interni, circa 40mila docenti, e dall’altro il mezzo milione di studenti, impegnati, chi più chi meno, nella didattica a distanza che però ha perso molto del suo interesse per la chiara ammissione che quest’anno tutti saranno promossi. Scelta che in fin dei conti appare saggia, perché ci sono tutte le condizioni legali per opporsi davanti al giudice per una eventuale bocciatura.

Saltando quindi la data del 18 maggio per il rientro a scuola, l’esame di stato conclusivo dell’istruzione di primo e di secondo grado dovrà svolgersi con un solo colloquio orale e a distanza.

Il colloquio orale

In ogni caso si dovrebbe partire da una tesina o comunque da un elaborato del candidato per poi spaziare su diversi argomenti con la commissione che è abilitata a interrogare a lungo per una verifica quanto più possibile idonea a giudicare al meglio l’alunno.

Da qui anche i dubbi di lasciare a casa i ragazzi che, nel corso del colloquio in video chiamata, potrebbero subire, e non c’è da dubitarne, suggerimenti che renderebbero perfino superfluo questo ulteriore sforzo.

Dunque la proposta di fare svolgere gli esami in classe, garantendo tutte le sicurezze sanitarie al candidato, ma in ogni caso da solo di fronte alla schermo, appare sempre più possibile.

Garantire la correttezza

Questo anche perché nel corso degli esami venga in tutti i modi garantita la correttezza, visto che sarebbe imbarazzante, e pernicioso,  se, durante il colloquio, la connessione saltasse e lo studente sparisse dallo schermo, come spesso avviene con la didattica a distanza.

«Si potrebbe pensare anche a esami orali a distanza svolti nella scuola frequentata dai maturandi ma con i docenti della commissione fuori»: così si è espresso il sottosegretario all’istruzione Giuseppe De Cristofaro.

Il candidato solo in una classe e i commissari online.

C’è da chiedersi, però, nel caso in cui l’emergenza coronavirus finisse o venissero garantite tutte le sicurezze, comprese le sanificazioni degli edifici e le distanze personali: si potrebbero svolgere gli esami a scuola e  tutti, alunni e commissari, in presenza?