Molti gli eventi che da ieri, 18 febbraio, si sono susseguiti per ricordare la scomparsa del grande studioso e semiologo, avvenuta 10 anni fa, come oggi, il 19 febbraio del 2016. Una necessaria anticipazione di un giorno, la commemorazione, per le tante attività promosse in suo omaggio, essendo stato uno dei messaggeri più straordinari della cultura, della sapienza e del patrimonio artistico italiano nel mondo.
L’appuntamento principale è la diretta streaming di 24 ore sui canali social della “Fondazione Umberto Eco” e della “Fondazione Bottega Finzioni”, con l’obiettivo di attraversare tutti i fusi orari, per coinvolgere un pubblico internazionale, a cominciare dall’Università di Harvard, in Usa, dove si potrà dialogare con un sembiante di Eco, creato dall’ormai invadete e invasiva intelligenza artificiale, mentre letture dal vivo, a Bologna, saranno effettuate da Roberto Saviano, noto per le sue denunce sociali e i romanzi, e da Stefano Bartezzaghi, semiologo e giornalista, autore di saggi e raccolte di giochi linguistici, enigmistici e letterari straordinari, sui quali anche Eco è stato maestro ineguagliabile.
Una ulteriore conferma, allora, della eccezionale eredità che il grande semiologo ci ha lasciato, segnando certamente un periodo importante della nostra vita culturale e informando di sé e della sua sapienza, non solo la letteratura e l’arte, ma anche il cinema e il teatro, sui cui generi ha scritto saggi e interventi, poi ripresi dentro le tante pubblicazioni che ha diffuso.
Stimatissimo all’estero, i suoi libri sono stati sempre immediatamente rintracciabili in tutte le librerie d’oltralpe, più dello stesso Dante, come abbiamo avuto modo di registrare, e messe in bella mostra insieme ai grandi intrepreti del Rinascimento, il meraviglioso movimento artistico e culturale per cui il mondo ci guarda con occhi particolari, invidiandocelo, e sul quale Eco non ha mani mancato di dissertare.
Non solo semiologo e critico letterario, ma anche conoscitore formidabile del medioevo, lo abbiamo sempre apprezzato per tutto ciò che di suo abbiamo letto e per tale motivo ci piace ricordare due bellissime e singolarissime pubblicazioni: “Storia della Bellezza” e “Storia della Bruttezza”, che diventano occasione per dissertare sul senso estetico dell’umanità e pure sulle attrazioni che perfino la bruttezza contiene nei suoi risvolti artistici, mentre ci sovviene la maestosa interpellanza delle “Vertigini della lista”, nella quale si inizia con le descrizioni dello scudo di Achille, fino ad arrivare ai nomi di tutti gli angeli del Pianeta Mercurio disegnati da Dorè.
“Ci sono liste che hanno fini pratici e sono finite, come la lista di tutti i libri di una biblioteca; ma ve ne sono altre che vogliono suggerire grandezze innumerabili e che si arrestano incomplete ai confini dell’indefinito”. Da qui le riflessioni, per riportare solo due esempi, su quel capitolo del Doktor Faustus di Thomas Mann dedicato agli strumenti musicali disposti in una stanza o quel meraviglioso quadro di Rubens con la caduta, scomposta, per confusione di colori e corpi, degli angeli dal cielo.
Intellettuale poliedrico e accademico, è stato fra i pensatori più rilevanti e incisivi della cultura contemporanea, nonché fondatore del corso di laurea in Scienze della Comunicazione e dell’altro corso in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, il Dams.
Anche la Rai dedica una puntata di “Wonderland” a Umberto Eco, che è un modo per ricordare le sue incursioni in televisione e pure un invito ad affermare il diritto che ciascuno ha al divertimento, come parte integrante del sapere. Perché appunto il sapere è appagamento, gioia, vivere, come amava dire, attraverso la lettura, e dunque la conoscenza, miriadi di altre vite e di altri mondi e di altri avventure, quelle che il Nostro in qualche modo raccontava nel sui “boschi narrativi”, che ci hanno sempre lasciato incantati, con quel particolare “In-Canto” che solo le sirene sanno rendere, con la voce, ma solo a chi è disposto ad “ac-coglierla” per goderne e pure trasmetterne le melodie In-cantevoli.