“Per fare questo abbiamo investito milioni di euro per consentire alle scuole di avviare percorsi di recupero per moltissimi ragazzi”, ha continuato l’ex ministro dell’istruzione, Giuseppe Fioroni: “Abbiamo introdotto noi i decreti sul merito favorendo la partecipazione alle varie competizioni e prevedendo in bilancio finanziamenti per la formazione e master all’estero.
Abbiamo inserito il 100 alla maturità facendo una norma che impedisse ai meritevoli di essere esclusi dall’accesso alle facoltà con numero chiuso, perché i loro risultati non avevano valore. Peccato che l’entrata in vigore viene prorogata da quattro anni.
Avevamo poi predisposto gli interventi per avviare l’aggiornamento e la riqualificazione obbligatoria in presenza dei docenti, elemento indispensabile per la qualità della nostra scuola.
Tutto questo è stato archiviato dalla mannaia dissennata dei tagli lineari che hanno dato sempre di più l’idea di una scuola non come luogo educante, che incentiva meriti e recupera chi è indietro, ma una scuola per le élite e una di avviamento professionale di livello più basso per la stragrande maggioranza. Per non parlare del fatto che sono saltati completamente gli interventi a sostegno del diritto allo studio, come quelli per una valutazione seria delle nostre scuole in grado, una volta fatta la diagnosi, di attivare strumenti per recuperare chi resta indietro”.