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Docente vestita da sposa firma la supplenza, per Bianchi è il regalo del Ministero: Cangemi (Pci) non ci sta, il lavoro è un diritto

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“È veramente triste (e grave) che il ministro Bianchi, commentando la ormai celebre foto di una donna, costretta a firmare il suo contratto di lavoro (precario) in abito da sposa, non trovi di meglio che parlare di “regalo”: a dirlo è Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del Partito comunista italiano.

“La parola regalo è sintomatica”

Cangemi sostiene che il ministro dell’Istruzione “ha giurato sulla Costituzione della Repubblica che sancisce che il lavoro è un diritto. Diritto al lavoro e diritto alla dignità nel lavoro sono elementi irrinunciabili di civiltà, la parola regalo è sintomatica di una concezione irricevibile della società”.

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Da Bianchi “narrazione fantasiosa” su inizio anno

Secondo il responsabile nazionale scuola del Pci, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi “è impegnato in questi giorni in una narrazione fantasiosa dell’inizio dell’anno scolastico, nel tentativo di nascondere i grandi problemi irrisolti, ma stavolta ha passato il segno”.

Cangemi si riferisce alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi, anche in audizione alla Camera dei deputati, sugli “857.077 docenti, 213.243 tecnico-amministrativi, oltre 1 milione di persone che lavorano nella nostra scuola per il benessere dei nostri ragazzi e ragazze”.

“L’impegno che ci siamo presi – ha detto Bianchi in audizione – era di avere tutti i docenti al proprio posto, e infatti iniziamo l’anno scolastico, per la prima volta nella storia della Repubblica, avendo tutti i docenti indicati dal Ministero al proprio posto”.

Anche i sindacati sono scettici

Sulle affermazioni del ministro dell’Istruzione su tutti i docenti al loro posto dal primo giorno di scuola, negli ultimi giorni alcuni sindacati hanno obiettato che persistono diversi problemi legati alle supplenze annuali, dovuti alla mancata pubblicazione definitiva delle Gps, soprattutto in alcune province.

Inoltre, rimane un dato di fatto che delle oltre 112 mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, meno di 60 mila sono state portate a termine: un risultato decisamente migliore rispetto a quello dello scorso anno (circa 20mila assunzioni a tempo indeterminato a fronte di oltre 84 mila cattedre autorizzate), ma ancora insoddisfacente.

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