Continuano le reazioni alle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Questo il commento di Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil:
“L’unico pregiudizio ideologico evidente e chiaro – afferma Gianna Fracassi commentando le parole della Presidente del Consiglio- è quello contro la scuola statale e contro chi ci lavora. Dopo aver tentato di frammentarla con l’autonomia differenziata e dopo aver negato le risorse per valorizzarne il personale attraverso il contratto collettivo, ciancia di effettiva parità scolastica e di libertà educativa. Consigliamo caldamente di rileggere tutta la Costituzione, che non è un menù a la carte, e forse scoprirebbe che il primo obbligo per la Repubblica è di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi. E’ solo così che si garantisce il diritto all’istruzione per tutti e tutte e si favoriscono le pari opportunità a partire dalle fasce più fragili della popolazione”.
“Al Meeting di Rimini il ministro Valditara ha esplicitamente decretato la morte della scuola pubblica, dichiarando di voler stanziare ‘risorse significative’ a sostegno delle paritarie. Del resto, i numeri che riflettono l’operato del Governo sono una chiara conferma: nel 2024/2025 il comparto paritario ha visto uno stanziamento complessivo superiore ai 750 milioni di euro, con 163,4 milioni destinati al sostegno agli studenti con disabilità e 90 milioni alle Scuole dell’infanzia. È una politica che svuota le tasche dei contribuenti per riempire quelle di realtà private, spesso prive di trasparenza e piena responsabilità educativa. La retorica della ‘parità di trattamento’ tra pubblico e privato non regge di fronte ai fatti: si rende più fragile la qualità dell’offerta pubblica, si aumenta la precarietà dell’occupazione docente e si normalizza una fitta rete di centri di formazione che rilasciano titoli spesso discutibili. Al massimo i contributi andrebbero riconosciuti alle famiglie che optano per le paritarie e non agli istituti. In ogni caso, se l’obiettivo è elevare la qualità dell’istruzione, allora la risposta non è arricchire le scuole private ma rafforzare la scuola pubblica. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, urge piuttosto mettere al centro quest’ultima: investimenti strutturali, messa in sicurezza di edifici a rischio, assunzioni, rinnovo contratti, innovazione didattica e inclusione. Non possiamo accettare che l’istruzione pubblica sia lasciata indietro: la scuola pubblica è un bene comune, la sua salute è un indicatore della nostra democrazia”. Lo afferma in una nota la senatrice del M5S Vincenza Aloisio.
Nei 50 minuti in cui parla dal palco del Meeting di Rimini – riporta l’Ansa – Giorgia Meloni conquista il popolo di Cl annunciando un nuovo piano per dare “case a prezzo calmierato” alle giovani coppie e rimettendo al centro “la famiglia”. Anche perché loda il format aperto al “confronto”, i tremila volontari che con “passione e sacrificio” permettono la realizzazione della kermesse – come la sua “Atreju” – e, non da ultimo, assicura che il governo lavorerà per garantire davvero la “libertà educativa”, intervenendo sulle scuole paritarie”.
“Il finanziamento alle scuole paritarie annunciato dal governo è tutto ciò che si oppone al modello di libertà educativa che l’istruzione dovrebbe piuttosto rappresentare”. E’ quanto dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.
“Già lo scorso anno – continua Castellana – si cercò attraverso un emendamento a firma FdI di incentivare con un voucher di 1500 euro chi iscriveva i figli alle paritarie, un attacco vero e proprio nei confronti della scuola statale e di chi ci lavora”. Un emendamento poi ritirato anche se le scuole paritarie solo nel 2025 hanno raggiunto contributi record di 753 milioni.
“I problemi oggi nella scuola pubblica sono enormi – continua il coordinatore nazionale – c’è il precariato e le misere retribuzioni. Inoltre, se vogliamo parlare di diritto allo studio, cosa che sta molto a cuore al governo, si inizi a garantirlo attraverso la scuola pubblica statale, che è laica e apartitica, ma soprattutto libera e senza padroni a cui rispondere”.