La polemica sulla partecipazione della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, a incontri nelle scuole italiane non accenna a fermarsi.
Dopo i casi in Toscana, sotto la lente del ministero dell’Istruzione e del Merito finiscono ora istituti del Bolognese e del Reggiano, dove la giurista è intervenuta in videoconferenza nei giorni scorsi.
Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, Albanese si è collegata online con una quinta classe dell’IIS “Mattei” di San Lazzaro di Savena (Bologna) e con l’istituto “Cattaneo” di Castelnovo Monti, in provincia di Reggio Emilia.
Nel caso di San Lazzaro, una docente di italiano avrebbe aderito all’incontro tramite una piattaforma web senza informare preventivamente né i genitori degli studenti, né il consiglio d’istituto, né il dirigente scolastico. La vicenda ha suscitato immediate reazioni: alcuni genitori hanno scritto alla dirigenza chiedendo chiarimenti.
“Sono in attesa della relazione didattica – ha dichiarato il preside al Carlino – non ero a conoscenza dell’iniziativa presa dalla docente, né io come organo monocratico, né il consiglio di istituto come organo collegiale”.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La Lega, dal canto suo, ha riferito di aver ricevuto segnalazioni da parte di famiglie preoccupate.
A Castelnovo Monti, invece, l’incontro online con Albanese è stato promosso da un gruppo di docenti di storia, filosofia e diritto nell’ambito di un progetto di educazione civica e in occasione della presentazione di un suo libro. Anche in questo caso, tuttavia, alcune famiglie avrebbero manifestato malumori sui social, sostenendo di non essere state informate. La Lega ha annunciato un’interrogazione al presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni.
Il ministro Valditara ha già annunciato l’invio di ispettori ed ha persino detto che a carico di Albanese si potrebbero persino configurare ipotesi di reato. in alcuni licei dopo le videolezioni della relatrice Onu, ritenute da esponenti di centrodestra come potenzialmente connotate da propaganda politica. Il ministro ha ribadito più volte che “la scuola deve essere un luogo di pluralismo e non di indottrinamento”, sottolineando la necessità di verificare il rispetto delle regole e della neutralità dell’insegnamento.
Di segno opposto le reazioni di sindacati e associazioni. La Flc Cgil Toscana ha parlato di un tentativo di limitare la libertà di insegnamento e l’autonomia scolastica, mentre l’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole ha condannato quella che definisce una “strumentalizzazione politica”, difendendo la legittimità degli incontri con Albanese in quanto esperta di diritto internazionale e figura istituzionale delle Nazioni Unite.