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23.01.2026

Gaza, l’UNICEF riporta il gioco tra i bambini dopo due anni di restrizioni: via libera ai kit ricreativi per sostenere apprendimento e benessere

Dopo oltre due anni di severe restrizioni, l’UNICEF ha ottenuto il permesso di far entrare nella Striscia di Gaza migliaia di kit ricreativi destinati ai bambini. A partire da giovedì 15 gennaio, 5.168 kit sono stati consegnati sul territorio, consentendo di raggiungere più di 375.000 bambini, tra cui circa 1.000 con disabilità. Un intervento cruciale in un contesto segnato da emergenza umanitaria prolungata, dove l’infanzia è tra le più colpite.

Il gioco come diritto fondamentale

“Per i bambini di tutto il mondo, compresi quelli di Gaza, giocare non è un lusso”, ha dichiarato Ted Chaiban, Vicedirettore generale dell’UNICEF per l’Azione umanitaria e le operazioni di approvvigionamento, durante una missione nella Striscia. Secondo Chaiban, il gioco rappresenta uno strumento essenziale per lo sviluppo del linguaggio, delle capacità motorie, della risoluzione dei problemi e delle competenze socio-emotive, soprattutto in situazioni di crisi.

Spazi sicuri per tornare alla normalità

I kit ricreativi contribuiranno a creare ambienti più sicuri e strutturati, permettendo ai bambini di ritrovare una routine quotidiana, esprimere le proprie emozioni e continuare ad apprendere nonostante le difficili condizioni di vita. L’obiettivo è rafforzare la resilienza dei più piccoli, offrendo loro occasioni di normalità in un contesto di instabilità e incertezza.

Materiali educativi e supporto agli adulti

Oltre ai giochi, i materiali distribuiti includono quaderni, matite, gomme e pastelli. Questi strumenti saranno fondamentali anche per educatori e persone che si prendono cura dei bambini, aiutandoli a proporre attività adeguate all’età, capaci di favorire lo sviluppo, ridurre lo stress e rafforzare ambienti protettivi e stimolanti.

Un appello per ampliare l’intervento

L’UNICEF chiede ora l’autorizzazione a introdurre ulteriori materiali didattici e per lo sviluppo della prima infanzia (ECD), necessari affinché altri 336.000 bambini possano beneficiare di strumenti educativi di base. “I bambini di Gaza devono continuare a imparare e crescere”, ha sottolineato Chaiban, “nonostante i disagi e la disperazione che li circondano”.

In un territorio dove l’emergenza è diventata quotidianità, il ritorno del gioco e dell’apprendimento rappresenta un segnale di speranza e un investimento sul futuro di un’intera generazione.

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