Altro che espansione della geografia nei quadri orari settimanali delle scuole superiori: a leggere i nuovi quadri orari degli istituti tecnici, per la revisione dell’assetto ordinamentale, pubblicati da poche ore dal ministero dell’Istruzione, la disciplina arretra ulteriormente. Al punto che in alcuni corsi si riduce ad una sola ora settimanale: tranne la religione, peraltro non obbligatorio, a nessuna materia viene riservata così poca considerazione: già non era presente nei licei e aveva poco spazio negli istituti tecnici e professionali con pochissime ore settimanali. Di fatto, già non era presente nei licei e aveva poco spazio negli istituti tecnici e professionali con pochissime ore settimanali. Adesso, il quadro si complica.
A scriverci in redazione è il prof. Riccardo Canesi, organizzatore dei Campionati italiani della Geografia: “L’ultima edizione, che si è svolta a fine febbraio 2026, ha visto coinvolti 2.600 studenti italiani, di 139 scuole, di 69 province, 19 regioni, più una scuola italiana all’estero (Atene).
Da questa manifestazione sono emerse in maniera prorompente le competenze, le conoscenze, la passione, l’interesse e l’entusiasmo dei ragazzi italiani per una materia “Cenerentola” nel nostro ordinamento scolastico.
Spero tanto che questo eccezionale impegno, dei ragazzi e dei loro docenti, non risulti infruttuoso, e faccia recedere il Ministro dell’Istruzione dall’ulteriore ridimensionamento della disciplina, previsto dal D.M 29 del 19 febbraio 2026, già fortemente penalizzata soprattutto nella secondaria di secondo grado.
Sarebbe un colossale autogol, privare gli studenti italiani di una disciplina che li aiuta ad interpretare il mondo, la sua complessità, le sue interdipendenze ambientali, economiche e politiche.
Alla luce anche di quanto oggi drammaticamente accade, mi meraviglia molto che un Governo, così incentrato, giustamente, sui temi economici, inibisca ai ragazzi italiani lo studio delle dinamiche economiche e geopolitiche mondiali.
Senza una profonda cultura geografica, una classe dirigente rischia di prendere decisioni economiche e politiche alla cieca, ignorando i vincoli fisici e le opportunità spaziali del mercato e della politica globale.
E’ questo che il Governo Meloni vuole per il futuro dell’Italia?”