Ogni classe è un mondo a sé, ma a pagare il prezzo delle sue dinamiche sono i docenti. Con carichi crescenti e tempo ridotto, capire cosa si muove sotto la superficie sembra impossibile. E se esistesse uno strumento semplice e oggettivo per leggere davvero il clima di classe e intervenire con consapevolezza?
La gestione del gruppo classe, anche ai fini dell’apprendimento, è compito quotidiano del docente, compito sempre più complesso in relazioni ai cambiamenti che coinvolgono le varie generazioni, al clima sociale, alla composizione dei vari gruppi, ai molti vincoli e carichi di lavoro che abbiamo.
Spesso diciamo che una classe è diversa dall’altra e lavorare con un gruppo è diverso dal lavorare con un altro, della stessa età e proveniente dallo stesso ambiente. Cambiano gli individui, ma soprattutto i rapporti tra loro.
La classe, come ogni gruppo di lavoro, ha non solo uno scopo comune ma anche una rete di relazioni, positive o negative, che influenzano il raggiungimento di questo scopo.
Infatti il lavoro in classe e del gruppo classe è strettamente legato al “clima” cioè al tipo ed alla quantità di relazioni che intercorrono tra i membri del gruppo stesso.
Nessuno apprende e riesce se non nella relazione con gli altri, nessuno apprende o riesce da solo e nessuno apprende se non inserito in un ambiente, che lo modifica e che lui modifica con le sue azioni. Se prendessimo un allievo e lo inserissimo in una altra classe, cioè in una rete di relazioni diverse, avremmo da lui risposte differenti.
Il docente in genere osserva, per il tempo che ha a disposizione, cosa succede e deve intervenire, come possibile, su quell’ “insieme” umano influenzato e parte di quella rete di rapporti; ma non è facile, con tutti i problemi che dobbiamo affrontare, andare oltre i comportamenti manifesti e cogliere l’intreccio di relazioni ed influenze positive o negative che sono sottostanti, perché non si formano e sviluppano davanti ai nostri occhi, ma altrove.
Per questo esiste una semplice metodologia già sperimentata da molti docenti che ha il vantaggio di essere facile da usare, fondata metodologicamente, rapida ed obiettiva, usata in ambito di lavoro, di studio e di dinamiche psicosociali.
Il sociogramma di Moreno o rilevazione sociometrica, è un metodo di osservazione oggettiva usato particolarmente nelle scienze dell’educazione. La tecnica si avvale di un questionario per scoprire le relazioni interpersonali tra i componenti di un gruppo, per evidenziarne la struttura psicosociale e trascriverla in maniera oggettiva in una sorta di fotografia. È possibile quindi analizzare la posizione di un individuo all’interno della classe, fornire informazioni sulla situazione del gruppo e individuare le dinamiche, i leader (affettivi od operativi) gli emarginati, i rifiutati.
Il questionario consiste nel chiedere a tutti i membri di indicare in ordine decrescente di preferenza i compagni con i quali vorrebbero svolgere un’attività specifica (prima domanda: lavorare o sviluppare amicizie) e al contrario con chi non vorrebbero assolutamente stare o lavorare (seconda domanda). Nel questionario possono essere inserite anche due domande di carattere percettivo, legate alla immagine di sé nel gruppo, in cui ai soggetti viene chiesto di esprimere da quali degli altri soggetti pensano di essere stati selezionati e da quali no (terza e quarta domanda).
Il breve questionario quindi mette in luce le attrazioni e le repulsioni che ci sono tra i vari componenti di un gruppo, attraverso i quattro tipi di domande: rifiuti, scelte o indifferenza nei confronti degli altri.
Il risultato è una tabella o mappa che evidenzia i rapporti e le dinamiche e che permette di intervenire su quelle negative e avvalersi di quelle positive, per migliorare il clima di classe, i rapporti sociali e di conseguenza affrontare in modo più informato non solo la gestione della classe, ma il lavoro di apprendimento.
Su questi argomenti il corso La sociometria in campo educativo, in programma dal 19 febbraio, a cura di Rodolfo Marchisio.
Il corso sarà operativo e non si limiterà a descrivere strumento e metodo, ma li farà sperimentare in modo guidato ai corsisti che ne discuteranno insieme e col tutor, riflettendo su quanto emerso nella loro classe.