Mentre gli aspiranti che hanno conseguito il titolo di specializzazione all’estero o che hanno svolto tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi otto anni aspettano l’avvio del secondo ciclo INDIRE; molti altri docenti, non rientranti in dette categorie, aspettano che sia avviato l’XI percorso universitario TFA sul sostegno.
Il decreto ministeriale, con il quale si autorizzano le università a dare l’avvio dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, dovrebbe essere emanato in tarda primavera al fine di consentire alle singole università di organizzare tutta la procedura prevista per legge.
Il decreto oltre a contenere il numero dei posti autorizzati per ogni singola università, indicherà i requisiti necessari per accedere, la struttura e modalità di espletamento delle prove di accesso, costituite da un test preselettivo, una o più prove scritte ovvero pratiche e da una prova orale, le date in cui si svolgeranno le prove preselettive per ogni ordine e grado di scuola e i soggetti esentati dall’eseguire la prova preselettiva.
Per accedere al percorso TFA sostegno i titoli d’accesso, oltre all’abilitazione, sono:
• Per la scuola dell’infanzia e primaria
Sono ammessi ini docenti che hanno svolto almeno tre anni di servizio sul sostegno, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni.
Per accedere al percorso TFA i candidati dovranno sostenere e superare tre prove:
1.La prima prova consiste in un Test preselettivo della durata di 2 ore, costituito da 60 quesiti a risposta multipla sui seguenti argomenti:
• Competenze linguistiche;
• Comprensione del testo;
• Pedagogia e psicologia dell’apprendimento;
• BES e inclusione.
Superano la preselettiva solo i candidati pari al doppio dei posti disponibili per ciascun Ateneo.
2. La seconda prova consiste in una prova scritta a risposta aperta sui seguenti argomenti:
• Pedagogia e didattica speciale;
• Empatia;
• Intelligenza emotiva;
• Strategie inclusive;
• Normativa sull’inclusione.
La prova mira a valutare la capacità di argomentare e collegare la teoria alla pratica d’insegnamento
3. La terza prova consiste in un colloquio finale a carattere selettivo volto verificare l’attitudine relazionale e a valutare:
• Le motivazioni personali;
• Le conoscenze pedagogiche e didattiche;
• La capacità di analisi di casi concreti
• Gli eventuali approfondimenti sulla prova scritta.