Home Archivio storico 1998-2013 Obbligo di istruzione “Giornata contro il lavoro minorile”

“Giornata contro il lavoro minorile”

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Molti di loro sono impiegati in lavori pericolosi. Solo uno su cinque viene retribuito, la maggior parte sono lavoratori non pagati all’interno del nucleo familiare, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo).
La povertà diffusa è al tempo stesso una delle principali cause e conseguenze del lavoro minorile nelle aree rurali. Il lavoro pericoloso spesso mette a rischio la salute sia fisica sia morale dei minori. Un ragazzo che lavora in un campo in cui sono stati usati pesticidi, che resta sveglio tutta la notte su una nave da pesca, o che trasporta carichi tanto pesanti da danneggiarne lo sviluppo fisico.
Il 12 giugno, nel corso della “Giornata mondiale contro il lavoro minorile” Josè Graziano da Silva, direttore generale della Fao, ha dichiarato: “il lavoro minorile è una violazione dei diritti umani e un ostacolo allo sviluppo agricolo sostenibile e alla sicurezza alimentare. Il lavoro che danneggia la salute e la crescita del bambino può avere effetti di lunga durata che si ripercuotono nell’età adulta, ed è stato ripetutamente provato come il lavoro minorile abbia un impatto negativo sull’istruzione”.
Il lavoro minorile inoltre, ha aggiunto, “mina fortemente gli sforzi volti a promuovere un’occupazione giovanile dignitosa, elemento cruciale per risollevare il settore agricolo in tutto il mondo e ridurre la povertà.
Nel 2006, i governi e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro si sono impegnati ad eliminare le forme peggiori di lavoro minorile, incluso il lavoro rischioso, entro il 2016. Nel 2010, la comunità internazionale ha adottato Il Piano d’Azione per l’Eliminazione delle Forme Peggiori di Lavoro Minorile entro il 2016, che evidenzia la prevalenza del lavoro minorile nel settore agricolo.
Education International (EI) – federazione che raggruppa a livello mondiale le organizzazioni dei lavoratori della scuola e dell’educazione – partecipa alle iniziative per la “Giornata Mondiale contro il lavoro minorile” promosse dall’ILO (International Labour Organization).
Il raggiungimento dell’obiettivo Education for All (EFA) e l’eliminazione del lavoro minorile sono indissolubilmente legati.
 L’istruzione obbligatoria, gratuita e di qualità è fondamentale nella prevenzione del lavoro minorile: lo attesta il fatto che i bambini sfruttati sono per lo più fuori dal sistema scolastico di istruzione.
La Convenzione ILO n. 138 del 1973 impone agli Stati membri di prevedere nella loro legislazione un’età minima per l’accesso al lavoro che non può essere al di sotto dell’età in cui termina l’istruzione obbligatoria e, comunque, non inferiore a 15 anni.
La Convenzione ILO n. 182 del 1999 sollecita a “prendere misure immediate ed efficaci per garantire la proibizione e l’eliminazione delle forme peggiori di lavoro minorile”.
Quattordici paesi tra quelli che hanno ratificato la Convenzione n. 182, tuttavia, non hanno ancora ratificato la Convenzione n. 138 sull’età minima per l’ammissione al lavoro. Questi paesi rappresentano una parte significativa della popolazione infantile mondiale.
La “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” delle Nazioni Unite (ONU) sottolinea il diritto all’istruzione, proclamando che “ogni individuo ha diritto all’istruzione che deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali”.
Education International sollecita gli insegnanti ed i loro sindacati a promuovere tutte le azioni possibili per fare pressione sui loro governi affinché ratifichino ed applichino le convenzioni fondamentali dell’ILO sul lavoro minorile.