Da Francesco Provinciali, già Dirigente Ispettivo del Ministero e Giudice minorile a Milano riceviamo e volentieri pubblichiamo
Letta inforcando gli occhiali della cronaca quotidiana, la ricorrenza della Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – voluta dall’ONU con la Convenzione del 1989 – evoca più inquietanti interrogativi che certezze. Ricorda quanto si stia dilatando, nella società contemporanea, il divario tra affermazioni di principio e realtà, tra teoria e pratica.
Non è un’occasione da bypassare con rassegnata indifferenza: impone invece una riflessione sulla mancata realizzazione di molti diritti conclamati e sul tema troppo spesso dimenticato dei doveri.
Secondo il rapporto UNICEF (2024), oltre 473 milioni di minorenni vivono in aree colpite da guerre e conflitti violenti: il dato più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In Medio Oriente e in Ucraina le vittime civili sono il 90% e tra esse i minori sono i più sacrificati.
L’assenza di una riflessione sui doveri riguarda tutti: famiglia, scuola, associazionismo, istituzioni e persino bambini e adolescenti. Sempre più spesso quest’ultimi, adultizzati precocemente, diventano protagonisti di cronache segnate da violenze fisiche e simboliche, in un crescendo allarmante che si intreccia con un uso disinvolto e incontrollato delle tecnologie.
Là dove la Dichiarazione ONU del 1989 avrebbe dovuto tutelare l’infanzia, si assiste alla totale assenza dei doveri da parte degli Stati belligeranti. Anche un solo bambino ucciso sarebbe un crimine di guerra inaccettabile: eppure i Governi che sottoscrivono trattati sui minori sono spesso gli stessi che si macchiano di violenze inaudite.
L’European Academy of Paediatrics (EAP) e la Società Italiana di Pediatria richiamano l’attenzione su contesti ad altissima criticità:
È una vera e propria strage degli innocenti, che evoca le fasi più buie dell’umanità.
Nelle società digitalizzate emergono altri pericoli:
Il virtuale si sovrappone al reale generando violenze fisiche e simboliche. Le tecnologie, presentate come strumenti di libertà, finiscono per ribaltare valori fondamentali: dignità, rispetto, innocenza dell’infanzia.
Secondo la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio (Save the Children):
Un adolescente che risolve un compito usando ChatGPT rischia di sostituire l’intelligenza naturale con quella artificiale.
Il tema, pur cruciale, non è affrontato né politicamente né pedagogicamente. Perfino la figura del Garante dell’infanzia non sembra adeguata alle nuove sfide generate dall’IA.
Quando un figlio affida i propri disagi all’IA anziché ai genitori, significa che la famiglia si è ridotta a un dato statistico. Le responsabilità genitoriali si rivelano enormi, soprattutto di fronte alla crescente violenza giovanile.
Le baby gang in America Latina rappresentano un monito. Anche in Italia episodi di efferata violenza tra minorenni mostrano che la famiglia ha perso il controllo educativo.
La violenza tra minori è oggi il fenomeno emergente della condizione giovanile, con età sempre più basse.
Non serve aggiungere nuovi diritti: serve recuperare i doveri, naturalie legali, e ristabilire percorsi educativi rigorosi.
Fiaccolate, palloncini, applausi ai funerali sono rituali inutili che seguono omicidi, stupri, rapine e comportamenti riprovevoli.
Abbiamo perso il concetto della vita come valore assoluto.Troppi diritti, senza la bilancia dei doveri, generano rovesci
Riscopriamo e diffondiamo il sentimento del dovere come atto di dignità e rispetto verso noi stessi e gli altri.