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Giorno del ricordo e Foibe. Casellati alle scuole: le nuove generazioni rimargineranno le fratture del passato

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Oggi 10 febbraio al Senato la Presidente Casellati e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi hanno celebrato il ricordo per le vittime delle foibe, alla presenza del Capo dello Stato, del Presidente della Camera, del Presidente del Consiglio, del Vicepresidente della Corte Costituzionale, del Ministro degli esteri.

L’incontro al Senato è anche occasione per premiare le scolaresche che si sono distinte in iniziative legate a questo tema.

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Le fratture del passato si rimarginano proprio a partire dalle nuove generazioni“, fa notare la presidente del Senato Elisabetta Casellati, ringraziando il ministro Bianchi per l’attenzione che il suo Ministero pone a certe questioni, come con il concorso nazionale “Per amor di patria”.

Cosa sono le Foibe?

Dal termine geologico che indica le fenditure carsiche usate come discariche (anche di corpi), la parola Foibe è diventata sinonimo dei tragici eventi cui il Giorno del Ricordo si riferiscono, in memoria degli oltre diecimila italiani torturati, assassinati e gettati tra il 1943 e il 1947 nelle cavità carsiche ai confini nord orientali del nostro Paese, dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale.

La polemica

Intanto il ministero dell’Istruzione viene investito da una polemica proprio nel Giorno del Ricordo. Nel mirino la circolare del Ministero dell’Istruzione a firma del Capo Dipartimento Stefano Versari, che accosta Foibe e Shoah.

“…narrare la storia consente che accadimenti che hanno sconvolto intere popolazioni divengano fondamento delle comunità umane successive. Ma quale storia? Non si tratta – suggerisce Bauman – di sacralizzare, da un lato, o banalizzare, dall’altro, le deportazioni, gli orrori, i genocidi. Non se ne riduce in tal modo il portato di violenza, perché si rischia di non comprenderne le radici. Il ‘Giorno del Ricordo’ e la conoscenza di quanto accaduto possono aiutare a comprendere che, in quel caso, la ‘categoria’ umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla ‘categoria’ degli ebrei“, si legge in un passaggio della circolare.

A seguire un comunicato stampa del MI, con il quale il ministro Patrizio Bianchi tenta di correggere il tiro: “Ogni dramma ha la sua unicità, va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore”.

Un comunicato cui è seguita anche la telefonata di ricucitura di un possibile strappo, da parte del ministro Bianchi alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e al Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Gianfranco Pagliarulo.