Da Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish, riceviamo questo interessante contributo che volentieri proponiamo ai nostri lettori.
Ho finito di ascoltare adesso 13 Maggio la trasmissione su Radio tre del programma “ Prima pagina”. Oggi era dedicato al linciaggio avvenuto ieri mattina presto ai danni di un giovane trentacinquenne di pelle nera che alle 5 di mattina stava recandosi in bici al lavoro consistente nel lavoro nero di ortaggi per pochi Eu l’ora. MA ciò che mi ha sconvolto è stato apprendere che gli assassini sono stati una banda di cinque giovanissimi di cui quattro minorenni tra i quattordici ed i quindici anni. La banda girava entro il Centro di Taranto in cerca di neri da picchiare e la cosa ancor più assurda è stata che il delitto è avvenuto dentro un bar, in presenza del barista che non ha chiamato la polizia e di un avventore che si è alzato per dare un pugno, non ai giovani assassini, ma al povero Sako Bakari. E’ vero che per questi giovanissimi disumani il nome non contaba, volendo uccidere chiunque di pelle nera fosse capitato loro a tiro; ma voglio insistere sull’indicare il nome, perché questo giovane era una persona umana , mentre per loro era un qualunque bersaglio del loro odio razzista.
Sono veramente turbato perché penso a quanti di noi abbiamo nipoti o figli dell’età di questi giovanissimi nichilisti. Mentre i nostri figli o nipoti stanno però studiando , questi “ sbandati” hanno già a questa età assimilato il clima di odio per i migranti che si respira purtroppo nel nostro Paese. Quanto alla incredibile disumanità acquisita da loro, delle due l’una: o sono tra quelli che non vanno più a scuola, accrescendo il numero di quanti compongono la “dispersione scolastica” o la scuola non è riuscita a fare sviluppare in loro quel senso di umanità che è il minimo che la pubblica educazione dovrebbe fare. Se avessero abbandonato la scuola, il recente decreto “Caivano” prevede l’individuazione della famiglia che viene sottoposta ad una salata sanzione pecuniaria costringendola a rimandare a scuola i figli “ inadempienti l’obbligo scolastico e formativo”. Se è la famiglia ad essere essa stessa disagiata, allora i servizi sociali avrebbero dovuto contattarla e costringerla con la minaccia della denuncia penale. Pare però che a Taranto , come in tutta Italia, il numero di assistenti sociali sia molto scarso. Per questo ha fatto bene il Governo ad emanare una recente norma che aumenta il loro numero. Però l’ha fatto con ritardo, così come i precedenti Governi che hanno trascurato il problema.
Se, come dicono gli psicologi , i ragazzini sono portati a vandalizzare i “ diversi indifesi”, se non si provvede presto potremmo leggere sui giornali numerosi fatti di bullismo contro persone con disabilità o contro persone, specie anziane senza fissa dimora , .
Penso che il Ministero dell’Istruzione e del Merito debba prendersi carico della “ineducazione” dei giovani sul rispetto di tutti gli esseri umani, qualunque ne sia lo stato esistenziale o il colore della pelle. Non ha voluto farlo per l’educazione sessuale , o meglio lo ha rimandato con eccessive cautele alla scuola superiore; questo fatto dell’efferato assassinio di Sako Bakari richiede che la scuola svolga un compito educativo a partire dall’età infantile, in cui si apprendono esempi di vita , anche inconsciamente tramite il comportamento o le espressioni verbali degli adulti.
Oggi ho pure appreso dalla radio che questo povero giovane era stato accolto, al suo arrivo da un’organizzazione di volontariato. Se si obiettasse a questa richiesta, che la scuola è già sovraccarica di lavoro aggiuntivo all’insegnamento delle discipline scolastiche, si potrebbe replicare che il Ministero potrebbe “coprogrammare o coprogettare” attività educative nel senso richiesto, con convenzioni con enti del terzo settore specializzati in campo educativo, ai sensi dell’art 55 del decreto legislativo n. 117 del 2017.
E non si dica che il Ministero ha “ben altro a cui pensare”; l’educazione è compito primario della scuola e questo problema del razzismo necessitava di essere contrastato già da quando si sono verificati i primi casi meno gravi di insofferenza raziale.
Nell’art Nell’art 3 della nostra Costituzione è scritto che siamo tutti “ uguali senza distinzione ……di razza ……”. Non afferma , come in altri casi, che “solo i cittadini hanno diritto….”, dice “ tutti” quindi tutti gli esseri umani dobbiamo educare i nostri bambini e bambine, fin dalla più tenera età a rispettare tutti gli altri qualunque sia il colore della loro pelle.