È la scuola il luogo più indicato per recuperare i giovani che hanno intrapreso una strada pericolosa, inclini alla violenza, a praticare atti di bullismo e comportamenti fuori dalle regole. A pensarla così non sono solo educatori, pedagogisti e formatori, ma anche i giudici. Del resto, il recupero del cittadino che non rispetta le leggi è previsto proprio dai nostri codici civili e penali. Tanto da includere il concetto nelle sentenze. Accade, così, che il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Bologna decide che cinque minorenni piacentini – destinatari nei giorni scorsi di misure cautelari per rapina, estorsione e lesioni – per dimostrare di mantenere una condotta irreprensibile, dovranno da adesso “frequentare con profitto la scuola e seguire un percorso educativo sotto la supervisione dei servizi sociali”.
La decisione, riportata dalla ‘Libertà di Piacenza’, è stata presa, nero su bianco, nell’ordinanza prodotta dallo stesso gip del tribunale per i minorenni del capoluogo emiliano, dopo che la questura di Piacenza aveva ricostruito i comportamenti dei ragazzi: avrebbero agito, riportano anche le agenzie di stampa, “come una banda prendendo di mira ragazzi più giovani nei luoghi di aggregazione. Le aggressioni venivano riprese con i telefoni e i video usati per ricattare le vittime anche sui social network”.
Preso atto dell’accaduto, per quattro dei cinque giovani indagati, il tribunale ha applicato la misura delle “prescrizioni” con obbligo di buona condotta, impegno scolastico e affidamento al servizio sociale con funzioni di sostegno e controllo e avvio di un percorso educativo personalizzato.
Inoltre, il giudice ha fatto anche scattare “l’avviso orale del questore, misura di prevenzione rafforzata dalle recenti modifiche legislative. I ragazzi saranno convocati insieme ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale”.
Ancora una volta, scuola e famiglia vengono individuati come fondamentali per realizzare dei percorsi di recupero formativo e valoriale: perché esercitino il loro prezioso ruolo attivo di contrasto alla devianza giovanile.