Rosa aulentissima che appari in ver l’estate… Cielo d’Alcamo apre colorando di olfatto la bellezza della donna nel suo “Contrasto”, mentre nelle fiabe, l’orco avverte la presenza dei “cristianucci” dall’odore che emanano, come, d’altra parte, molta della letteratura religiosa ama svilupparsi, cercando la santità intorno a quella essenza di rosa che circonda taluni miracolosi eventi, in somiglianza dell’incenso dispensatore di sacre elevazioni di preghiere verso il cielo.

Quanto allora i sensi sono determinanti per creare atmosfere e personaggi, ambienti e condizioni, suggestioni utili alla letteratura che desidera entrare nei certi meandri descrittivi, per restituirli al lettore nel suo più ampio fascino?
Fondamentali per Gargantua e Pantagruel, ma anche tra le zolfare asprigne e nauseabonde delle bolge dantesche, a farne elemento importante di seduzione descrittiva, è il Verismo in tutte le sue immaginifiche incursioni, proprio perché la precisione di una narrazione deve fare i conti, quando vuole essere poetica e dunque d’arte, con tutto ciò che consente all’uomo di conoscere e di essere pure individuato, esprimendo se stesso e la sue essenza esistenziale. Da queste premesse nasce il saggio di Dora Marchese (che abbiamo apprezzato per un suo magnifico saggio su “Adelaide Bernardini”, la moglie di Luigi Capuana, EunoEdizioni), Descrizione e percezione. I sensi nella letteratura naturalista e verista, Le Monnier, 11,00 €, con incursioni certamente nella letteratura naturalista francese e nelle varianti sperimentate da Verga, Capuana e Serao e fino alla letteratura italiana di primo Novecento, con Pirandello e persino D’Annunzio.
E così Dora Marchese che, dissertando sullo strutturalismo, si intrattiene sulla idea che la conoscenza nasce da un concorso di sensazioni, dentro cui tutti i sensi, olfato compreso, concorrono alla percezione del reale e dunque del mondo e della natura. In modo particolare entra nella “poetica del paesaggio”di Giovanni Verga, che in qualche modo, oltre a dissentire dal compiacimento del dettaglio, apre alle memorie portate anche dai suoni e dalla vista, mentre quel profumo di zagare riconduce alla compagna siciliana, come il mugghiare delle onde al mare e alle vaste sonorità care ai veristi e ai naturalisti, compresi i grandi pittori della Natura.
Tuttavia, oltre al Naturalismo e al Verismo, autori come De Amicis, D’Annunzio e Pirandello, amano rappresentare la realtà secondo la percezione che di essa hanno, ben sapendone la complessità espressiva e descrittiva.
Saggio importante e, per certi versi, acuto ed esplicativo per riferimenti e note di critica letteraria, con incursioni mirate nella conoscenza e nel sensoriale, restituendo perfino un originale excursus critico letterario nell’ultimo scorcio dell’Ottocento.