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12.10.2026

Gite scolastiche, i docenti trentini dicono no: “Rischi incalcolabili”. La protesta sugli stipendi e il riconoscimento del ruolo

Accompagnare gli studenti in viaggio d’istruzione? No grazie. È la posizione dei docenti di un liceo di Trento, che come riporta L’Adige hanno messo in atto una protesta per boicottare gite scolastiche e attività extradidattiche. “Con una breve lettera firmata da ben 70 insegnanti su 87, entra nel vivo la ‘protesta bianca‘ che promette nei prossimi mesi di infiammare la scuola trentina“, scrive il quotidiano. “Sulla scia della mobilitazione altoatesina, anche i docenti trentini puntano ad azioni finalizzate a rivendicare un adeguamento degli stipendi e un giusto riconoscimento del proprio ruolo”.

“Abbiamo scelto di non dare più la nostra disponibilità ai viaggi di istruzione, alle visite guidate e ai soggiorni all’estero, impegni che comportano irragionevoli e incalcolabili rischi”, si legge nella missiva. L’Adige sostiene che la protesta “è destinata ad allargarsi”, e cita le parole di Andrea Antolini, tra i fondatori del movimento Istruzione di qualità Trentino. “I docenti hanno carichi di lavoro insostenibili e retribuzioni ferme da troppo tempo”, avrebbe dichiarato Antolini, motivando la scelta di boicottare le gite. Il Trentino, del resto, non è nuovo a proteste su questo argomento. Come raccontato dalla Tecnica della Scuola, già nel settembre dello scorso anno era partita una mobilitazione analoga.

“Siamo soffocati dalla burocrazia e dal lavoro sommerso, senza un adeguato riconoscimento economico né sociale”, avevano dichiarato gli insegnanti, comunicando in una lettera “l’intenzione di non voler far partire ulteriori attività extracurricolari per l’intero anno 2025/2026, oltre a quelle già previste”. Una scelta sofferta, avevano spiegato, perché “queste iniziative hanno sempre rappresentato un grande valore nella crescita umana, civile e culturale di studentesse e studenti. Vogliamo richiamare l’attenzione pubblica e istituzionale sulla dignità della professione docente. Non è un attacco alle istituzioni”.

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