In Alto Adige sta montando una protesta da parte dei docenti delle scuole tedesche e italiane. Il motivo? “Siamo soffocati dalla burocrazia e dal lavoro sommerso, senza un adeguato riconoscimento economico né sociale”. La mobilitazione è stata avviata dal movimento spontaneo “Gruppo Dignità Istruzione Docenti” di un liceo di Bolzano. Lo riporta Open.
Oggi, 18 settembre, gli insegnanti delle varie scuole si riuniranno in assemblea per definire una linea comune sulla protesta. I primi a rompere il silenzio erano stati gli insegnanti delle scuole tedesche, che già alla fine dello scorso anno scolastico avevano annunciato il loro “no” alle attività extra se non fosse arrivato un adeguato riconoscimento professionale. Ora il fronte si è allargato: anche i colleghi italiani hanno scelto di aderire.
Il gruppo di docenti ha comunicato in una lettera l’intenzione di non voler far partire ulteriori attività extracurricolari per l’intero anno 2025/2026, oltre a quelle già previste. Una scelta sofferta, spiegano i docenti, perché “queste iniziative hanno sempre rappresentato un grande valore nella crescita umana, civile e culturale di studentesse e studenti. Vogliamo richiamare l’attenzione pubblica e istituzionale sulla dignità della professione docente. Non è un attacco alle istituzioni culturali della città”.
Al centro della rivolta c’è una questione che gli insegnanti definiscono non più rimandabile: il lavoro sommerso. “Ogni giorno dedichiamo ore a progetti, viaggi di istruzione, eventi e attività integrative che arricchiscono l’esperienza educativa degli studenti ma restano invisibili”, denunciano.
A questo si somma “un carico burocratico crescente, che erode il tempo da dedicare alla didattica e alla preparazione delle lezioni”. Nonostante la Provincia abbia annunciato aumenti fra i 4.000 e i 5.190 euro lordi annui, retroattivi da gennaio 2025, e stanziato 330 milioni per ulteriori incrementi salariali nel triennio 2026-2028, i docenti giudicano queste misure del tutto insufficienti: “Il costo della vita in Alto Adige è altissimo”.
Alcuni genitori, determinati a non privare i figli di esperienze formative extra, hanno già iniziato a organizzare iniziative autogestite. Nel frattempo, diversi docenti hanno deciso di portare a termine solo le attività già finanziate, “per rispetto del denaro pubblico”, ma senza avviare nuovi progetti.
Questo rischia di diventare un precedente: a dirlo il sindacato dei docenti Gilda Degli Insegnanti. “La loro protesta – afferma il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana – mette in luce una realtà che riguarda tutti i docenti italiani. Da Nord a Sud condividiamo le stesse difficoltà, un precariato annoso, una burocrazia opprimente e stipendi più bassi d’Europa”.
La Gilda degli Insegnanti chiede con forza che vengano riconosciute tutte le ore realmente svolte, che il carico burocratico venga ridotto e che si apra finalmente una stagione di investimenti seri sulla scuola pubblica e sui suoi docenti. “La qualità della Scuola – conclude Castellana – passa attraverso gli insegnanti, che senza rispetto e dignità, perdono il loro valore. La protesta di Bolzano può rappresentare un punto di partenza per un cambiamento che riguardi l’intera comunità scolastica”.
Qualche mese fa, in seguito alla morte di una maestra in un incidente in Lombardia, avvenuta mentre si trovava con i suoi alunni in gita, ci siamo concentrati sui compensi che vengono percepiti dai docenti accompagnatori.
Quanto vengono pagati gli insegnanti per andare in gita scolastica? Abbiamo scritto che ai docenti non spetta alcun compenso aggiuntivo specifico per le gite. Non esiste proprio una voce “gita”: tutto ricade dentro le “ore aggiuntive non di insegnamento”.
I docenti ricevono delle retribuzioni aggiuntive per le gite, ricavate dal Fis, Fondo per le Istituzioni Scolastiche, che fa parte del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Secondo la tabella allegata al CCNL scuola 2019/2021 si parla di € 38,50 per ogni ora di insegnamento per attività aggiuntive al servizio curricolare; € 19,25 per ogni ora funzionale all’attività di insegnamento al di fuori delle 40 + 40 ore previste da contratto. In realtà, però, spesso ai docenti, per le gite viene dato un compenso forfettario deciso in sede di contrattazione d’istituto. Questo vuol dire che in ogni scuola può venire assegnato un compenso diverso. Ma è davvero così?
A livello teorico sì: ma nel concreto, sono pochissime le scuole che riescono a dare un compenso di questo tipo ai docenti. Molto spesso, questi ultimi, vanno in gita praticamente a titolo gratuito. Ecco alcuni dei tantissimi messaggi che abbiamo raccolto a commento del nostro articolo.