I casi fioccano: dalle vere e proprie tragedie, come quelle che hanno coinvolto due studenti, uno morto in Spagna e una in un traghetto verso Palermo, fino a imprevisti come la perdita di un volo all’estero, fino a veri e propri incidenti.
Tutto questo fa capire il motivo per cui molti docenti sono restii ad accompagnare i ragazzi in gita.
Secondo un sondaggio condotto da Skuola.net, tra gli studenti che non partecipano alle gite, una percentuale significativa indica infatti come causa proprio l’indisponibilità dei loro professori: questo dato riflette una tendenza ormai consolidata, probabilmente perchè senza un incentivo adeguato per i docenti accompagnatori, ma anche una maggiore tutela, sempre meno docenti saranno disposti ad andare in gita.
Ma perché gli insegnanti evitano questa responsabilità, che tra l’altro, pur non essendo obbligatoria, fa parte della loro professione considerando che le attività esterne alle scuole sono anch’esse formative per gli allievi?
La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori qual è la motivazione che sempre più spesso spinge i docenti a non accompagnare gli studenti in un viaggio d’istruzione, anche se in Italia e di pochi giorni.
All’interno del sondaggio, troverai le seguenti domande:
Qual è il tuo ruolo?
In quale luogo ti trovi attualmente?
Perché i docenti non hanno più voglia di accompagnare gli studenti nei viaggi d’istruzione come accadeva una volta?
Uno dei fattori principali è la difficoltà nella gestione degli studenti. Rispetto al passato, molti docenti segnalano che le classi sono più indisciplinate e che far rispettare le regole durante un viaggio è un’impresa ardua. Il timore di dover affrontare situazioni problematiche, senza un supporto adeguato, porta molti insegnanti a rinunciare.
Un altro aspetto cruciale è il rischio legato agli incidenti. Durante una gita, i docenti hanno una responsabilità enorme: devono garantire la sicurezza di tutti gli studenti in un contesto meno controllabile rispetto all’aula scolastica. In caso di problemi, potrebbero trovarsi coinvolti in complesse questioni legali, con conseguenze che vanno ben oltre la sfera professionale.
A questo si aggiunge la questione economica. L’accompagnamento in gita comporta un compenso quasi nullo: a fronte di un impegno che si estende ben oltre l’orario scolastico, il riconoscimento economico è irrisorio. Molti docenti preferiscono quindi evitare un incarico che non solo è impegnativo, ma anche scarsamente remunerato.