Breaking News
14.12.2025

Giubileo dei detenuti: ammassati, senza diritti, scuola e lavoro. Papa Leone chiede amnistia o condono, appelli di decine di organizzazioni laiche

Si chiude l’Anno Santo: l’ultimo atto, cominciato il 12 dicembre, è stato il Giubileo dei detenuti, terminato due giorni dopo, domenica 14. Per l’occasione, durante la celebrazione della messa nella Basilica di S. Pietro, Papa Leone XIV ha rilanciato alle “istituzioni” l’appello di Papa Francesco, che aveva aperto la Porta Santa anche a Rebibbia, per introdurre reali “forme di amnistia o di condono della pena”.

L’attenzione per le persone in carcere è sempre stata alta da parte della Chiesa, tanto che andare a visitare i detenuti è diventata una delle opere di misericordia corporale: del resto, lo stesso San Pietro fu ridotto in prigionia nel carcere Mamertino.

“Confido – ha detto l’attuale Santo Padre – che in molti Paesi si dia seguito al suo desiderio”, ricordando con rammarico che purtroppo “sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare”.

Leone XIV ha quindi denunciato situazione drammatiche e purtroppo comuni a moltissime carceri, come “il sovraffollamento, l’impegno ancora insufficiente di garantire programmi educativi stabili di recupero e opportunità di lavoro“.

Nella stessa giornata, diverse organizzazioni laiche impegnate nel recupero dei detenuti hanno lanciato un appello per avere “clemenza e umanità nelle carceri italiane”: quindi, si sono rivolte al Parlamento, perché “approvi un provvedimento di clemenza che permetta la riduzione immediata del numero dei reclusi”, e “al presidente della Repubblica perché eserciti una consistente concessione di grazie come alcuni dei suoi predecessori”.

Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Gruppo Abele, Nessuno tocchi Caino e Ristretti Orizzonti, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-Cnvg, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-Cnca, hanno anche chiesto al ministero della Giustizia di intervenire per umanizzare da subito le condizioni in cui si esplica l’esecuzione della pena detentiva e ad aprire il più possibile il carcere al mondo del volontariato, alle associazioni, alle cooperative, agli enti locali, alle scuole, alle università“.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate