Home Mobilità Gli accordi sulla mobilità superano alcune criticità della legge 107

Gli accordi sulla mobilità superano alcune criticità della legge 107

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Abbiamo più volte parlato delle quattro fasi della prossima mobilità degli insegnanti, ma vale la pena sottolineare come gli accordi tra Miur e sindacati siano serviti a superare alcune criticità evidenziate nella legge 107/2015 a proposito di mobilità.

Infatti mentre la legge 107/2015 impediva ai docenti entrati in ruolo entro il 2014 di trasferirsi su scuola, sia nel caso di movimento provinciale che interprovinciale, dopo gli accordi con i sindacati, sarà consentito a tali insegnanti di ottenere il trasferimento a livello provinciale senza perdere la titolarità nella scuola.

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Anche per i trasferimenti interprovinciali ci sarà la possibilità di non perdere la titolarità nella scuola, infatti i docenti entrati in ruolo entro il 2014 potranno trasferirsi di provincia mantenendo la titolarità in una scuola del primo ambito scelto nella nuova provincia. Questo vale ovviamente, in deroga alla legge 107, soltanto per il primo ambito chiesto della nuova provincia.

Bisogna anche aggiungere che se il docente entrato in ruolo entro il 2014, volesse chiedere il trasferimento interprovinciale su più province lo può certamente fare, ma se non verrà soddisfatta la richiesta del primo ambito territoriale, acquisirà definitivamente la titolarità in uno degli ambiti espressi successivamente al primo.

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Nella prima fase della mobilità ci sono due sotto fasi, la prima è quella comunale e la seconda è quella provinciale.
A questa prima fase parteciperanno i docenti assunti entro il 2014/15, compresi i titolari sulla dotazione organica di sostegno cosiddetti DOS e i docenti in esubero i cosiddetti DOP, i docenti che andranno in soprannumero in questo anno scolastico e quelli che hanno il diritto al rientro nell’ottennio essendo andati in soprannumero negli anni passati ed avendo richiesto per ogni anno il rientro nella scuola di ex titolarità, i docenti che richiedono il rientro nei ruoli di appartenenza. In questa fase potranno fare domanda, ma solo a livello provinciale i docenti neoassunti in fase 0 e A.

Nella seconda fase partecipano tutti i docenti che vogliono richiedere trasferimento interprovinciale, che, come abbiamo suddetto, potrebbero avere la titolarità in una scuola del primo ambito o in uno dei successivi ambiti richiesti oltre il primo. Parteciperanno a questa fase anche i docenti neoassunti in fase B e C da graduatoria di merito, con la possibilità di avere la titolarità in un ambito della provincia in cui sono entrati in ruolo.

In terza fase parteciperanno i docenti neoassunti in fase B e C da Gae. Questi docenti dovranno richiedere tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale avranno la titolarità nel primo ambito territoriale in cui c’è un posto disponibile rispetto al loro punteggio. Se non faranno domanda saranno mobilitati d’ufficio secondo l’ordine del numero con cui gli ambiti territoriali saranno classificati.

Infine c’è la quarta fase che riguarda i docenti neoassunti in fase 0 e A nonché da fasi B e C proveniente dalle graduatorie di concorso ordinario che vorranno, in deroga sempre alla legge 107/2015, cambiare provincia di titolarità. Questi ovviamente avranno titolarità in un ambito richiesto.