Home Attualità Gli italiani non hanno fiducia nello Stato, ma aumenta per la scuola

Gli italiani non hanno fiducia nello Stato, ma aumenta per la scuola

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Secondo il XIX rapporto su “Gli italiani e lo Stato” diretto di Ilvo Diamanti e realizzato da Demos e Pi per conto di Repubblica, i cittadini sono insoddisfatti dei servizi pubblici. Provano sfiducia nei confronti delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Ma, soprattutto, verso i soggetti di rappresentanza politica. I partiti, lo stesso Parlamento. Sono, come sempre, in fondo alla classifica.

In ogni caso, scrive Diamanti, davanti a tutto e a tutti, nella classifica dei soggetti pubblici c’è Papa Francesco poi le Forze dell’Ordine che rispondono a una domanda – diffusa e radicata – di certezza

Insomma, nel corso dell’ultimo anno, pare sia cresciuto, fra i cittadini, il senso civico e critico. Insieme alla domanda di riforme.

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La graduatoria del consenso sociale nelle organizzazioni pubbliche vede in primo luogo le Forze dell’ordine, verso cui oltre 7 cittadini su 10 orientano la propria fiducia.

 

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Segue la Scuola con il 54% del consenso (+2 rispetto al 2010, -2 nell’ultimo anno). Le altre istituzioni mostrano, in alcuni casi, flessioni ampie. Tra queste il Presidente della Repubblica: stabile rispetto al 2015 ma in calo sensibile se confrontato con il 2010, al tempo di Napolitano.

Lo Stato perde 10 punti percentuali. La magistratura -12. È un po’ quanto avviene nei corpi intermedi come il sindacato. O per le banche (-9). L’Ue (29%) ha perso ulteriori 2 punti dal 2015, che porta il saldo a -20 rispetto al 2010. La classifica si chiude con le istituzioni della rappresentanza: Parlamento (11%) e partiti (6%). Entrambe accennano una timida crescita (+1) rispetto al 2015 e ad un leggero calo rispetto al 2010. Di fatto, restano stabili in fondo alla graduatoria.

La scuola intesa come servizio appare, invece, in crisi nel suo complesso. Quelle private soddisfano poco più di un italiano su tre, mentre quelle pubbliche arrivano al 40% ma risultano in calo dallo scorso anno quando godevano di un consenso del 45%.