Home Attualità Gli studenti chiedono un’educazione al senso critico

Gli studenti chiedono un’educazione al senso critico

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Gli studenti italiani sono scesi in piazza per chiedere una scuola diversa da quella che propone il governo Renzi.

Una scuola che rimetta al centro i valori di democrazia e collegialità, una scuola inclusiva, dove lo sviluppo educativo si basi sul senso critico e l’analisi argomentativa, una scuola che restituisca la rappresentanza agli studenti.

Ascoltando la voce di centinaia di giovani, è ricorrente la bocciatura senza assoluzione dei test Invalsi, giudicati dagli stessi studenti uno strumento autistico, che non apre lo sviluppo della mente umana, al senso critico e all’analisi argomentativa, ma piuttosto allontana gli studenti da una formazione basata sul confronto, sulle emozioni e sull’approfondimento critico. In buona sostanza gli studenti chiedono una scuola che si basi sulla trilogia educativa del logos, ethos e pathos.

Continuando di questo passo, asseriscono alcuni studenti, rischiamo di annientare dei sani principi educativi, favorendo invece alcuni meccanismi mentali tipici dei giochi a quiz e dei test a risposta multipla.

La scuola dei test e dell’Invalsi è un grande fallimento, perché non favorisce il riconoscimento delle vere competenze e nemmeno quello delle conoscenze. Nei test a risposta multipla, emerge soltanto l’abilità del selezionare, nel più breve tempo possibile, tra diverse risposte quella corretta.

Gli studenti manifestano chiedendo una scuola che sappia ascoltare i problemi dei giovani, in cui esista sempre un Consiglio d’Istituto in cui esista una buona rappresentanza studentesca. In buona sostanza gli studenti dicono no alla privatizzazione della scuola pubblica, respingono al mittente di Renzi l’idea di fare della scuola un’azienda privata.

L’istruzione è un bene pubblico, un principio costituzionale, quindi i privati devono restare fuori dalle scuole. Le logiche del libero mercato non possono influenzare il settore dell’istruzione e dell’educazione, che deve restare pubblica e dove deve essere garantita la libertà d’insegnamento. In buona sostanza dalle 100 piazze italiane dal popolo degli studenti, che hanno partecipato in massa a questa giornata dedicata alla scuola pubblica, arriva una sonora bocciatura al piano scuola della Giannini e di Renzi