Dal registro con le alette all’intelligenza artificiale: un secolo di storia raccontato in una sola serata. Gruppo Spaggiari Parma ha celebrato il Centenario con un evento al Labirinto della Masone di Fontanellato, unendo memoria storica e annuncio della nuova identità visiva dell’azienda.
Più che un bilancio dei cento anni trascorsi, l’evento è stato costruito come l’occasione per anticipare la direzione che il Gruppo intende prendere: investimenti in intelligenza artificiale, sviluppo dei servizi e un percorso di crescita internazionale che si innesta sulla missione storica dell’azienda, quella di affiancare la scuola nella propria evoluzione. Il CEO Nicola de Cesare ha riassunto così lo spirito della celebrazione: “Celebrare cento anni per noi significa costruire il futuro”, ha dichiarato. “Nei prossimi anni investiremo nello sviluppo dei nostri servizi e nella crescita internazionale, portando il valore costruito in Italia anche sui mercati europei”.
Non è casuale la scelta del luogo: il Labirinto della Masone porta la firma di Franco Maria Ricci, autore anche del primissimo marchio storico di Spaggiari. Tra i suoi percorsi, gli ospiti – collaboratori di ieri e di oggi, dirigenti scolastici, docenti, istituzioni e partner – hanno attraversato installazioni pensate per intrecciare la storia del Paese, quella della scuola italiana e i cento anni del Gruppo. Il presidente Pierpaolo Avanzi ha affidato a questa immagine il senso della continuità aziendale: “Il futuro ha un cuore antico”, ha dichiarato. “In questi cento anni sono cambiati gli strumenti, dalla carta al digitale fino all’intelligenza artificiale, ma non è mai cambiato il senso del nostro lavoro: aiutare la scuola a dedicare più tempo all’educazione e meno alla burocrazia”.

A concludere la serata è arrivato il momento più atteso: la rivelazione del nuovo logo, preceduta da un video che ha ripercorso in chiave emozionale il legame tra passato e futuro dell’azienda. A raccontarne la genesi è stato Andrea Pizzola, Chief Marketing & Digital Officer, che ha spiegato come il progetto sia partito da un recupero delle origini: “Per progettare il nuovo logo siamo tornati alle origini”, ha affermato. “Abbiamo recuperato il pennino disegnato da Franco Maria Ricci, reinterpretandolo in un linguaggio contemporaneo: la scrittura rappresenta il segno, la traccia, il percorso che accompagna da sempre il mondo dell’educazione”. Un simbolo pensato non per archiviare la storia del marchio, ma per proiettarla nella fase di sviluppo che si apre da qui in avanti.