Con l’arrivo delle vacanze estive torna una delle questioni più discusse nel mondo della scuola: assegnare o meno i compiti agli studenti. Il tema, affrontato in un intervento di due docenti sul Corriere si intreccia oggi con la diffusione dell’intelligenza artificiale, che rende più semplice aggirare alcune attività tradizionali. Al centro del dibattito resta però un problema concreto: evitare che durante la lunga pausa estiva gli studenti perdano parte degli apprendimenti acquisiti durante l’anno.
Il fenomeno è noto con l’espressione inglese summer learning loss e indica l’indebolimento delle competenze durante le vacanze. Secondo le autrici, una certa regressione può essere fisiologica, ma per gli studenti più fragili il rischio è maggiore. Per questo gli insegnanti, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado, continuano a interrogarsi su quali attività assegnare durante l’estate.
Per gli studenti con debiti formativi, i corsi di recupero organizzati dalle scuole rappresentano un supporto importante, in particolare per chi non può permettersi lezioni private. Tuttavia, quando le lacune sono profonde e riguardano competenze di base – come la comprensione del testo, la capacità di argomentare o le abilità logico-matematiche – poche ore di recupero possono non essere sufficienti.
Per gli studenti promossi, il problema riguarda soprattutto l’efficacia dei compiti estivi tradizionali. Esercizi, versioni, analisi e traduzioni rischiano di perdere valore se possono essere svolti facilmente con strumenti di intelligenza artificiale.
Le autrici osservano che già durante l’anno scolastico la correzione di alcune prove può diventare un’operazione quasi burocratica: alcuni studenti utilizzano strumenti digitali per tradurre o risolvere gli esercizi, altri si limitano a copiare il risultato. Da qui il dubbio: ha ancora senso assegnare grandi quantità di esercizi se non garantiscono un reale lavoro personale?
Una possibile alternativa indicata nell’intervento è quella di puntare maggiormente sulla lettura. Romanzi, poesie, saggi ed ebook possono essere affrontati con maggiore libertà durante l’estate e senza il peso di quaderni o materiali aggiuntivi.
Naturalmente anche la lettura può essere aggirata attraverso riassunti già pronti, ma le autrici suggeriscono alcune strategie per valorizzarla: brevi questionari, discussioni al rientro in classe o attività che richiedano una comprensione più profonda del testo.
L’obiettivo, però, non sarebbe solo verificare l’esecuzione del compito. La proposta è più ampia: trasformare l’estate in un’occasione per leggere con piacere, recuperando libri che durante l’anno scolastico non si è avuto il tempo di affrontare. In questa prospettiva, meno esercizi ripetitivi e più letture potrebbero rappresentare una strada per mantenere viva la relazione con lo studio anche durante la pausa estiva.