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20.03.2026

La lezione di Didacta, docenti e dirigenti scolastici raccontano una scuola che cerca nuovi alleati educativi

Il punto di vista di Nicola de Cesare, CEO di Gruppo Spaggiari Parma

L’edizione 2026 di Didacta si conferma uno stimolante luogo di confronto per la comunità educante. A colpire è anche il forte afflusso registrato nei tre giorni della manifestazione, che hanno visto un coinvolgimento diffuso da parte del mondo della scuola. Al di là dei numeri, ciò che emerge con maggiore evidenza è l’atteggiamento con cui la scuola si è avvicinata alle proposte: curiosità, senso critico e una crescente attenzione a ciò che può davvero migliorare l’attività quotidiana. Un segnale di come il sistema scolastico sia oggi molto più consapevole nelle proprie scelte, in particolare quando si parla di tecnologia.

Dopo la spinta degli ultimi anni legata ai finanziamenti del PNRR, l’interesse verso il digitale si è ulteriormente evoluto. Le scuole non cercano più soluzioni innovative in senso generico, ma strumenti in grado di rispondere a esigenze concrete: semplificare i processi amministrativi, ridurre attività ripetitive, supportare la didattica in modo efficace. In questo scenario, l’intelligenza artificiale resta uno dei temi più caldi. Ma al momento quello che prevale è un approccio esplorativo.

Accanto alla tecnologia emerge con forza un’altra priorità: l’orientamento. Docenti e dirigenti scolastici manifestano un’esigenza sempre più chiara di accompagnare studenti e famiglie verso scelte consapevoli. Un tema che si lega direttamente alla necessità di ridurre l’abbandono scolastico e di costruire percorsi più coerenti con le inclinazioni e le competenze dei ragazzi.

Queste esigenze hanno trovato conferma anche nei confronti avvenuti durante gli incontri della rassegna FuoriClasse, promossa da Gruppo Spaggiari Parma durante la manifestazione: uno spazio di dialogo tra dirigenti scolastici, docenti, esperti, istituzioni e realtà del mondo educativo, pensato per riflettere sui temi che stanno trasformando la scuola. Il dialogo diretto tra ospiti e comunità educante ha restituito un quadro chiaro: la scuola oggi deve affrontare sfide sempre più complesse e sente il bisogno di aprirsi al contributo di competenze e linguaggi diversi, mantenendo però saldo il proprio ruolo educativo.

Guardando ai prossimi anni, una delle sfide principali sarà proprio questa: integrare le nuove tecnologie – in particolare l’intelligenza artificiale – senza perdere la centralità della relazione educativa. Ritengo che la tecnologia possa certamente amplificare le competenze, ma non sostituire il ruolo del docente, che resta centrale nello sviluppo del pensiero critico degli studenti. In questo contesto cambia anche il ruolo degli operatori del settore. Non basta più offrire soluzioni: serve comprendere i bisogni reali delle scuole e accompagnarle nei processi di trasformazione.

E forse è proprio questa la vera lezione di Didacta: la scuola italiana non chiede solo strumenti, ma interlocutori capaci di ascoltare, interpretare e sostenere il cambiamento.

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