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Hacker entrano nelle aule della didattica digitale lanciando video porno

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Il Ministero dell’Istruzione è in evidente ritardo nell’attivare una propria piattaforma per la didattica digitale integrata. Nel frattempo le scuole sono costrette ad utilizzare le piattaforme di aziende private come “Zoom” o “Meet di Google”, con i rischi di avere visite indisiderate di Hacker che attaccano lo svolgimento delle attività didattiche.

Hacker lanciano video porno alla presenza dei bambini

Molto spiacevole quello che è accaduto in un Istituto Comprensivo della Calabria, dove nel pomeriggio di sabato 19 dicembre si svolgeva un incontro a distanza per fare conoscere, ai bambini e alle loro famiglie, l’offerta formativa della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado.

Alla presenza di alcuni bambini, dei docenti, della Dirigente scolastica e delle famiglie interessate alle iscrizioni dell’anno scolastico 2020/2021, alcuni Hacker incappucciati hanno fatto irruzione nella piattaforma digitale “meet di Google”, che la scuola utilizza per incontrare le famiglie, per lanciare immagini pornografiche e video porno espliciti.

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Un’azione che ha creato stupore, incredulità e disgusto nei presenti, un’irruzione volta a generare indignazione e a creare imbarazzo tra gli organizzatori dell’evento. Da quanto emerge dall’interno della scuola, la Dirigente scolastica, profondamente indignata dall’azione vile messa in atto dagli Hacker incappucciati, ha deciso di denunciare alla polizia postale questa brutta vicenda.

Manca ancora una piattaforma digitale del MI

Dopo quasi un anno dall’attivazione della didattica a distanza e dopo l’introduzione delle norme che regolano la Didattica Digitale Integrata, si registra un notevole ritardo sull’attivazione di un’unica piattaforma digitale di proprietà del Ministero dell’Istruzione. La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha più volte dichiarato, anche utlimamente, che si sta lavorando per l’attivazione di una piattaforma unica per tutte le scuole italiane.

A tale proposito il Ministero dell’Istruzione ha istituito, nelle scorse settimane, un gruppo di lavoro per garantire agli Istituti il nuovo strumento in tempi brevi, entro il prossimo anno scolastico.

Una piattaforma del genere sarebbe più protetta ed eviterebbe l’intrusione di persone non autorizzate al suo interno. In buona sostanza con la realizzazione di una piattaforma unica gestita dal Ministero dell’Istruzione, dovrebbe essere risolto il problema del diritto alla privacy dei dati personali e alla sciurezza dagli attacchi Hacker.

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