Al fine di affrontare con serenità e senza tensione una prima supplenza, i docenti devono conoscere le disposizioni previste dalla normativa che vanno dalla risposta alla convocazione alla presa di servizio al fine di evitare di incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa in vigore.
Le supplenze dei docenti per il biennio 2026/2028, regolamentate dall’O.M. 27 del 16 febbraio 2026 e dalla successiva circolare ministeriale del 6 maggio 2026, sono diverse l’una dall’altra in rapporto alla durata e al soggetto che la conferisce. In questa sede ci occuperemo delle supplenze brevi e saltuarie conferite dai dirigenti scolastici che vanno dalla convocazione all’accettazione e alla presa di servizio.
Il docente che per la prima volta è convocato, da una scuola prescelta in precedenza, per una supplenza ha il dovere di rispondere, via e mail, immediatamente e comunque entro i termini indicati nella convocazione, per comunicare la volontà di accettare la supplenza, nel caso non dovesse rispondere, la scuola procede con la convocazione del docente collocato dopo in graduatoria.
Nel caso di convocazione multipla diretta a più aspiranti, la stessa contiene l’ordine di graduatoria in cui ciascuno si colloca rispetto agli altri contestualmente convocati e la data in cui sarà assegnata la supplenza, al fine di consentire agli aspiranti che non sono stati assegnatari possano considerarsi liberi da ogni vincolo di accettazione.
Il docente individuato in qualità di supplente deve presentarsi in segreteria il giorno e l’ora stabiliti portando con sé oltre al documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale, l’IBAN dove accreditare lo stipendio, i dati del nucleo familiare nel caso di figli a carico ed eventuali titoli culturali in possesso riguardanti le specializzazioni e la sicurezza sul lavoro.
Ultimata la fase burocratica e perfezionato il contratto, il docente dovrà ricevere le credenziali per accedere al registro elettronico e le modalità come accedere al fine di poter procedere, appena entrato in classe, a fare l’appello, segnare le assenze e annotare gli argomenti della lezione.
Un docente al primo giorno di supplenza oltre a chiedere ai colleghi o ai collaboratori dove si trova la classe o le classi dove deve operare e ove possibile chiedere informazioni, al coordinatore di classe se ci sono alunni con piani didattici personalizzati (DSA/BES) o disabilità, per capire come impostare il lavoro.
Inoltre qualora la supplenza dovesse essere breve, è opportuno evitare argomenti nuovi, meglio proporre il ripasso di quanto già fatto, mentre qualora la supplenza dovesse essere lunga, è opportuno consultare il PTOF, reso pubblico nel sito della scuola, al fine di procedere secondo la programmazione avviata nella scuola.
Nel prendere contatto con gli alunni della classe assegnata, è opportuno non mostrarsi insicuro, ma assumere un atteggiamento sicuro e, al fine di evitare agli studenti di sentirsi liberi, stabilire delle regole (es. si parla uno per volta, non si usa il cellulare in classe) e dopo aver salutato con voce ferma fare l’appello e verificare nel registro elettronico l’argomento spiegato dal titolare nei giorni precedenti.
Inoltre qualora gli alunni della classe dovessero cominciare a parlare fra loro o ad alzare la voce, al fine di verificare la personalità e la capacità del docente supplente, è opportuno non urlare, ma restare in silenzio e guardarli finché non si accorgono dello sguardo, ciò li porta a comprendere che il supplente è una persona ferma, decisa e sicura di sé, autorevole ma non autoritaria.
Nel caso in cui la supplenza dovesse essere conferita su posto di sostegno, il docente oltre ai risvolti burocratici, deve prendere visone del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e della Diagnosi Funzionale dell’alunno al fine di conoscere gli obiettivi didattici e educativi fissati, le modalità di lavoro e conoscere eventuali altre figure come l’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione.
Il docente di sostegno è contitolare nella classe, per cui è docente non solo dell’alunno disabile, ma di tutti gli alunni e lavora in sinergia con i colleghi curriculari sintetizzando le loro spiegazioni in modo adeguato alla disabilità dell’alunno attraverso mappe verbali, schemi e semplificazioni evitando, anche con altre semplici attività, che l’alunno disabile si stacchi dal contesto classe.