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05.11.2026

Docenti precari, oltre 36 mesi di supplenze: risarcimenti fino a 48.000 euro e oltre. Ecco come ottenerli

Il Ministero dell’Istruzione può essere condannato a risarcire i docenti che abbiano subito un abuso dei contratti a termine. La normativa prevede indennità fino a 24 mensilità.

Anni di supplenze, contratti rinnovati continuamente e nessuna stabilizzazione. È la situazione vissuta da migliaia di insegnanti precari che potrebbero avere diritto a un importante risarcimento economico.

Il superamento dei 36 mesi di servizio, in presenza di contratti illegittimamente reiterati, può infatti consentire di agire contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il decreto-legge n. 131/2024, convertito nella legge n. 166/2024, ha previsto, nei casi di accertato abuso, un’indennità risarcitoria compresa tra 4 e 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR.

Quanto può ottenere un docente? Fino a 48.000 euro con una retribuzione di 2.000 euro

Facciamo un esempio concreto.

Un docente che abbia subito per numerosi anni un’illegittima reiterazione dei contratti a termine e percepisca una retribuzione mensile di riferimento di 2.000 euro lordi potrebbe ottenere, qualora il giudice riconoscesse il massimo di 24 mensilità, un risarcimento di 48.000 euro.

E’ doveroso precisare che l’importo che il giudice liquiderà dipende dalla gravità dell’abuso, dalle tipologie e dal numero dei contratti stipulati, dalla durata del precariato, dalla presenza o meno di concorso banditi durante il periodo di precariato.

E risarcimenti di questa entità sono già stati riconosciuti dai Tribunali.

Con la sentenza n. 306 del 16 maggio 2025, il Tribunale di Asti ha infatti condannato il Ministero a risarcire un’insegnante di religione cattolica con 50.664 euro, pari a 24 mensilità, oltre agli interessi, dopo quasi vent’anni di contratti annuali.

La causa è stata patrocinata dagli Avvocati Salvatore Giannattasio e Andrea Giannattasio, che hanno ottenuto il riconoscimento dell’abusiva reiterazione dei rapporti a termine.

Chi può presentare ricorso?

La verifica riguarda soprattutto i docenti che abbiano superato i 36 mesi di servizio attraverso contratti annuali al 31 agosto, ma anche determinate situazioni caratterizzate dalla reiterazione di contratti al 30 giugno possono assumere rilievo.

È necessario esaminare i contratti, la durata complessiva del servizio, la natura dei posti ricoperti e anche quando sono stati banditi i concorsi per le classi di concorso di afferenza, poiché il semplice superamento dei 36 mesi non determina automaticamente il diritto al risarcimento.

Chi ha accumulato anni di precariato non dovrebbe rinunciare a verificare i propri diritti: il risarcimento può raggiungere importi di diverse decine di migliaia di euro. Per chi volesse aderire al ricorso o avere informazioni può consultare: https://giustiziascuola.com/ricorso-risarcimento-docenti-e-ata-precari/

I CONTENUTI DELL’ARTICOLO SOPRA RIPORTATI SONO DI CARATTERE PUBBLICITARIO

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